Le 88 Costellazioni 4

Reticulum ( Reticolo )
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Il Reticolo (in latino Reticulum, abbreviato in Ret) è una delle 88 costellazioni moderne. SI tratta di una costellazione minore dell'emisfero sud, posta ad una declinazione di circa -60°; venne introdotta da Lacaille per ricordare l'omonimo strumento di misurazione di posizioni ed angoli tra le stelle.
Caratteristiche

Le principali stelle della costellazione sono:

α Reticuli distante 390 anni luce dal Sole. È una stella gigante gialla di magnitudine apparente 3,4.

β Reticuli, distante cinquantacinque anni luce, è una stella arancio di magnitudine apparente 3,4.

ζ Reticuli, distante circa quaranta anni luce, è una stella doppia, formata da due stelle gialle, simili in massa al Sole, di magnitudine apparente 5,2 e 5,5.

Curiosità

Gli appassionati di ufologia indicano spesso il sistema di ζ Reticuli come la patria di un'ipotetica categoria di alieni, i cosiddetti grigi.

Sagitta ( Freccia )
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La Freccia (in latino Sagitta) è la terza costellazione più piccola dell'intero cielo (solo il Cavallino e la Croce del Sud sono più piccole). Era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi una delle 88 costellazioni moderne. Ai tempi di Tolomeo era ancora più piccola, appena 4 gradi quadrati. Il nome non deve farla confondere con la costellazione zodiacale del Sagittario. È composta da stelle piuttosto deboli.

Essendo posta poco a nord dell'equatore celeste, questa costellazione può essere vista da tutta la Terra, tranne che dalle parti più a sud (in pratica, il continente antartico).

Alcune delle stelle di Sagitta:

α Sge: conosciuta anche come Sham, è una stella gigante gialla, con un tipo spettrale G1 II. Ha una magnitudine apparente di 4,37 e si trova ad una distanza di 610 anni luce. Essa e β Sge (anch'essa di magnitudine 4,37) formano le piume dell'asta della freccia.

γ Sge : è una gigante rossa (tipo spettrale M0 III, 3,47m) rappresenta l'asta, assieme alle stelle δ e ε Sge. Si trova ad una distanza di 170 anni luce.

δ Sge : M2 II+A0 V (probabile binaria visuale), 3,82m.

ε Sge : G8 III, 5,66m, stella multipla con 4 componenti.

η Sge : questa stella di tipo spettrale K2 III con magnitudine 5,1 appartiene alle Iadi.

Oggetti del profondo cielo

La Freccia ricade nella Via Lattea e contiene al suo interno un ricco campo setllare, mentre nella parte più occidentale quest'ultima è oscurata dalla Fenditura del Cigno. Contiene M71, il quale è un ammasso globulare molto sparso, che è stato a lungo scambiato per un denso ammasso aperto. Si trova ad una distanza di circa 13.000 anni luce ed è stato scoperto dall'astronomo francese Philippe Loys de Chéseaux nell'anno 1745 o 1746.

Sagittarius ( Sagittario )
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Il Sagittario (in latino Sagittarius, abbreviato in Sgr) è una costellazione dello zodiaco, comunemente raffigurato come un centauro tendente un arco. Il Sagittario è situato tra lo Scorpione ad ovest e il Capricorno ad est.
La costellazione è facilmente riconoscibile grazie ad un asterismo noto come la Teiera. Le stelle Kaus Media (δ Sagittarii), Kaus Australis (ε Sagittarii), Ascella (ζ Sagittarii) e φ Sagittarii formano il corpo della teiera, Kaus Borealis (λ Sagittarii) è il coperchio, Alnasl (γ Sagittarii) è il beccuccio, e Nunki (σ Sagittarii) e τ Sagittarii sono il manico.

La α Sagittarii, Rukbat, è ben lontana dall'essere la più brillante della costellazione, avendo una magnitudine apparente appena pari a 4.
Oggetti del profondo cielo

Visto dal sistema solare, il centro galattico (e quindi il punto più denso della Via Lattea) si trova entro i confini della costellazione del Sagittario. Di conseguenza, la costellazione presenta numerosi ammassi stellari, siamo questi aperti o globulari, più diverse nebulose.

L'oggetto che più di tutti salta alla vista è una piccola nube allungata, 2 gradi a nord di μ Sagittarii, nota come M24, la Piccola Nube Stellare del Sagittario; ad est e ad ovest di questa nube sono visibili, in posizione quasi simmetrica, i due ammassi aperti M25 e M23. Un grado a nord è invece visibile M18.
Tra gli ammassi globulari, spicca su tutti il bellissimo M22, uno di quelli più vicini e luminosi della volta celeste; si trova 2 gradi a nord-est della stella λ Sagittarii. Molto più vicino a quest'ultima si trova pure M28. Nel sud della costellazione, nei pressi di ζ Sagittarii, è visibile M54, meno luminoso degli altri, come pure M70 (fra ζ  e ε Sagittarii) e M69 (2 gradi a nord-est di quest'ultima stella). Verso oriente, fuori dai ricchi campi stellari della Via Lattea, si trova infine M55, circa 7,5° ad ovest di δ Sagittarii.
Tra le nebulose, spicca la vasta Nebulosa Laguna (M8), vicino a λ Sagittarii; un grado più a nord appare ben visibile pure la Nebulosa Trifida (M20), una grande nebulosa contenente alcune stelle molto calde e giovani. Infine, va citata la Nebulosa Omega (M17), vicina al confine con lo Scudo.
La complessa radiosorgente Sagittarius A è associata con il centro galattico. Gli astronomi pensano che Sagittarius A possa contenere un buco nero supermassiccio .

Scorpius ( Scorpione )
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Lo Scorpione (in latino Scorpius) è una costellazione dello zodiaco; si trova tra la Bilancia ad ovest e il Sagittario ad est. L'eclittica transita solo nella parte superiore della costellazione, entrando nell'Ofiuco prima di arrivare al Sagittario.
Si tratta di una costellazione dell'emisfero australe; dalle regioni europee è osservabile per intero solo dalle coste mediterranee, ossia a partire dal 45° parallelo nord. Nell'emisfero australe invece è ben visibile per gran parte dell'anno; i mesi migliori per la sua osservazione comunque sono quelli che corrispondono all'estate boreale, da maggio ad agosto. Nell'emisfero nord è una tipica figura del cielo estivo: il suo tramontare subito dopo il tramonto del Sole indica che l'estate volge al termine

Non è una costellazione particolarmente estesa, ma contiene una disposizione di stelle luminose che ben ricordano la figura di uno scorpione; si trova vicino al centro della Via Lattea, il quale ricade tra le costellazione dell'Ofiuco e del Sagittario. La sua stella più appariscente è la rossa Antares, il cuore dello scorpione; le stelle occidentali della costellazione formano un asterismo noto presso i popoli polinesiani come Grande Uncino.
Stelle principali

Antares (α Sco) è la stella principale: è una stella supergigante rossa, di magnitudine apparente media (è variabile) di 1,06; si trova nella parte settentrionale della costellazione, ed è parte di un'associazione stellare nota come Associazione di Antares.

Shaula (λ Sco) è una stella azzurra di magnitudine 1,62; è la più luminosa del gruppo di stelle che forma la coda dello scorpione, nonché una delle stelle più brillanti conosciute in termini assoluti. Si trova in corrispondenza di un tratto molto intenso di Via Lattea.

Sargas (θ Sco) è una stella gialla di magnitudine 1,86, una delle più meridionali della costellazione.

Dschubba (δ Sco) è una delle stelle azzurre della testa, parte dell'asterismo del Grande Uncino; ha magnitudine 2,29.

Wei (ε Sco) è una delle stelle brillanti della costellazione più vicina a noi; arancione, ha magnitudine 2,29 e possiede un elevato moto proprio.
Girtab (κ Sco) è una stella azzurra, di magnitudine 2,39, parte della coda dello scorpione.

Graffias1 Sco, nota talvolta come Acrab) è una delle stelle azzurre della testa; ha magnitudine 2,56.

Tra le altre stelle, sono da notare due coppie presenti nella costellazione da osservare ad occhio nudo: la più brillante è quella formata dalle stelle μ1 e μ2 Sco, due stelle azzurre di terza magnitudine; la seconda, nel gruppo della testa, è la coppia ω1 e ω2 Sco, la prima azzurra e la seconda giallo-arancione, entrambe di quarta magnitudine.

Nella costellazione manca la stella γ Scorpii, che ora ricade nella vicina Bilancia (è la stella σ Librae).
Oggetti del profondo cielo

Grazie alla sua posizione sovrapposta alla Via Lattea, il cui centro ricade poco distande, questa costellazione comprende molti oggetti del profondo cielo galattici.

Tra gli ammassi aperti, uno dei più luminosi è M7; ben visibile anche ad occhio nudo, è formato da un gran numero di stelle a partire dalla sesta magnitudine, molto concentrato. Un binocolo lo risolve completamente in stelle. Un altro ammasso ben noto, a breve distanza, è l'Ammasso della Farfalla, (M6), più piccolo del precedente, ma visibile anch'esso ad occhio nudo e risolvibile con facilità. Di grande importanza poi NGC 6231, posto nella parte più meridionale della costellazione, che risulta collegato anche ad altri ammassi aperti vicini, tutti visibili ad occhio nudo come un'unica macchia chiara allungata da nord-est a sud. NGC 6124 si trova poco ad ovest di questo sistema, vecino al confine con il Regolo.

Tra gli ammassi globulari, spicca M4, visibile anche con un piccolo binocolo 1,5 gradi ad ovest di Antares: si tratta di uno dei globulari nemo concentrati, ma anche uno dei più luminosi del cielo. 80 è un altro ammasso globulare, meno esteso in dimensioni apparenti, ma più concentrato, visibile pochi gradi più a nord.

Tra le nebulose planetarie, la più brillante è la Nebulosa Farfalla (NGC 6302) una nebulosa bipolare dalla forma molto complessa.

Un grande complesso di nebulose diffuse circonda il gruppo di stelle della testa, da Graffias fino ad Antares; questo sistema, noto come IC 4606, si estende anche al di fuori dello Scorpione, andandosi a congiungere con un altro sistema di nebulose oscure ben visibili come macchie d'ombra sul chiarore della Via Lattea nella costellazione dell'Ofiuco.



Sculptor ( Scultore )
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Lo Scultore (in latino Sculptor, abbreviata in Scl) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione meridionale minore introdotta dall'astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille; questi la denominò originariamente come lo Studio dello Scultore, ma il nome è stato in seguito abbreviato.

Lo Scultore è sede del polo sud galattico. Entro i suoi confini convenzionali si trova anche la Galassia nana dello Scultore, che fa parte del Gruppo Locale.


Scutum ( Scudo )
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Lo Scudo (in latino Scutum, abbreviato in Sct) è una delle 88 costellazioni moderne.
Nota anche come Scutum Sobiescii, dal nome del re ed eroe polacco Jan Sobieski, fu introdotta nel 1690 da Johannes Hevelius; è una delle poche costellazioni ad essere associata ad un personaggio storico, assieme alla Chioma di Berenice. È una costellazione difficile da individuare, sia perché non contiene stelle luminose (La α Scuti è di magnitudine 4), sia perché appare immersa nella Via Lattea, che la "oscura" ulteriormente.
Oggetti del cielo profondo

Questa costellazione giace sulla Via Lattea, la quale la attraversa da nord-est a sud-ovest; nella parte settentrionale è presente un grande addensamento luminoso, un'area della Via Lattea non oscurato da polveri interstellari, che prende il nome di Nube Stellare dello Scudo. Tra gli oggetti interessanti situati all'interno di questa costellazione si segnala M11, l'Ammasso dell'Anitra Selvatica, situato proprio nel mezzo della nube; un altro oggetto catalogato dal Messier è M26, localizzabile 3 gradi più a sud. La parte ovest dello Scudo è fortemente oscurata dalle polveri galattiche e non è presente nessun oggetto alla portata di strumenti amatoriali.


Serpens ( Serpente )
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Il Serpente (in latino Serpens) è una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 elencate da Tolomeo. È l'unica delle moderne costellazioni ad essere divisa in due parti: la Testa del Serpente (Serpens Caput) ad ovest e la Coda del Serpente (Serpens Cauda) ad est. Tra queste due parti si trova la costellazione di Ofiuco, colui che porta il serpente.

Quando nel 1930 l'Unione Astronomica Internazionale decise di tracciare dei confini netti alle costellazioni, formati da archi orari e cerchi concentrici seguendo le coordinate celesti, si trovarono a dover stabilire i contorni del Serpente e dell'Ofiuco, le quali erano fortemente legate e sovrapposte in più parti. In parte basandosi sulla nomenclatura stellare, in parte basandosi sugli atlanti precedenti, si stabilì che il Serpente dovesse essere diviso in due parti: la Testa e la Coda. la sigla della costellazione è Ser per entrambe le parti, ma talvolta, per indicare maggior precisione, si utilizzano le sigle Ser cp per la Testa e Ser cd per la Coda.

Poiché il Serpente viene considerato una sola costellazione anche se è diviso in due metà, l'ordinamento della nomenclatura di Bayer segue l'ordine di luminosità di entrambe le costellazioni. La parte della Testa è quasi interamente a nord dell'equatore celeste, mentre la parte della Coda sta a cavallo di esso, lungo la parte terminale della Fenditura del Cigno, un complesso di nebulose oscure che attraversa la Via Lattea boreale in senso longitudinale.

Il Serpente è una costellazione ben visibile nei mesi compresi fra maggio e settembre, da entrambi gli emisferi. Solo una delle stelle del Serpente è più luminosa della terza magnitudine, perciò la costellazione non è facile da scorgere, se non si dispone di cieli tersi. α Serpentis, chiamata Unukalhai, si trova nella Testa. δ Serpentis, anch'essa nella Testa, è una stella doppia posta a soli 27 anni luce dalla Terra. Anche θ Serpentis, nella Coda, è doppia.

Le stelle sono divise in questo modo: α, β, γ, δ, ε, ι, κ, λ, μ, π, ρ, σ, τ, χ e ω Serpentis nella Testa. ζ, η, θ, ν, ξ, e ο Serpentis nella Coda.
Stelle principali
α Serpentis (Unukalhai), nella Testa, è una stella arancione di magnitudine 2,63, distante 73 anni luce; è la più brillante della costellazione.

η Serpentis (Tang), nella Coda, è una stella arancione di magnitudine 3,23, distante 62 anni luce.

μ Serpentis (Leiolepis), nella Testa, è una stella bianca di magnitudine 3,54, distante 156 anni luce; è al confine meridionale della Testa.

ξ Serpentis, nella Coda, è una stella arancione di magnitudine 3,54, distante 195 anni luce; è la stella più meridionale della costellazione, vicino al Sagittario.

β Serpentis (Chow), nella Testa, è una stella bianca di magnitudine 3,65, distante 153 anni luce.

Oggetti del profondo cielo

La parte della Testa giace lontano dalla Via Lattea, in un punto in cui è possibile l'osservazione di galassie remote. La parte della Coda invece giace sulla Via Lattea, ma in direzione della base di quella che più a nord è nota come Fenditura del Cigno, un enorme complesso di polveri interstellari che oscura completamente stelle e oggetti galattici. A causa di ciò, gli oggetti non stellari non abbondano e quei pochi visibili risultano deboli e poco attraenti.

La testa del Serpente contiene tuttavia un interessante ammasso globulare, M5, situato a circa 8° a sudovest di α Serpentis, ed è tra i più belli del cielo.

Tra le nebulose c'è la celebre M16, la quale è una nebulosa diffusa associata ad un giovane ammasso aperto; si trova verso il confine con lo Scudo e il Sagittario.

Di grande interesse è l'ammasso di galassie Abell 2029, distante circa un miliardo di anni-luce; contiene al suo interno una galassia ellitica gigante, IC 1101 (quest'ultima in realtà ricade entro il confine della Vergine), che con il suo diametro di ben 6 milioni di anni-luce e le sue circa 100 mila miliardi di stelle è la galassia più grande finora conosciuta. Tra le singole galassie, spicca per la sua forma l'Oggetto di Hoag, una galassia ad anello vista perfettamente di faccia; la sua debolezza di luminosità però fa sì che sia visibile solo con telescopi di grandi dimensioni.


Sextans ( Sestante )
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Il Sestante (in latino Sextans, abbreviato in Sex) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione minore sita in prossimità dell'equatore celeste, che fu introdotta nel XVII secolo dall'astronomo polacco Johannes Hevelius.

Si trova ad un ascensione retta di 10 ore, declinazione zero gradi. È visibile dalla maggior parte della superficie terrestre, tra +80° e -80° di latitudine.

Taurus ( Toro )
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Il Toro (in latino Taurus, simbolo ♉) è una delle costellazioni dello zodiaco. È grande e prominente nel cielo invernale boreale, tra l'Ariete ad ovest e i Gemelli ad est; verso nord si trovano il Perseo e l'Auriga, a sudovest Orione e a sudest Eridano e la Balena.
Il Toro è una costellazione dell'emisfero boreale, ma è ben osservabile da tutte le aree abitate della Terra; il periodo di osservazione serale va da ottobre ad aprile. Nell'emisfero nord è una tipica figura invernale, il cui tramonto nel cielo serale indica l'arrivo prossimo dell'estate.
In mezzo a questa costellazione si trova una delle stelle di prima magnitudine del cielo, Aldebaran. Le corna del Toro si estendono verso ovest, segnate da Elnath (Beta Tauri, condivisa tradizionalmente dall'Auriga) e Zeta Tauri. La costellazione abbonda di astri minuti visibili ad occhio nudo, mentre è povera di stelle di fondo, anche a causa di grandi banchi di nebulose oscure che coprono la luce delle stelle retrostanti.
Stelle principali
Aldebaran (α Tauri) è la stella principale; si tratta di una stella di colore arancione, rappresentante l'occhio del Toro. La sua magnitudine è 0,87, e si trova in un campo ricco di stelle visibili ad occhio nudo, un ammasso noto come Iadi. La sua distanza è stimata sui 65 anni luce.

Alnath (β Tauri) è una stella azzurra in comune con l'Auriga; costituisce uno dei corni del Toro. La stella, di magnitudine 1,65, dista 131 anni luce.

Alcyone (η Tauri) è la stella più brillante dell'ammasso delle Pleiadi; brilla di luce azzurra di magnitudine 2,85, distante 368 anni luce.

Alheka (ζ Tauri) è una stella azzurra che rappresenta il corno meridionale del Toro; ha magnitudine 2,97 e dista 417 anni luce.

Oggetti del profondo cielo

Il Toro è attraversato nella sua parte più orientale dalla Via Lattea; questo fa sì che nella costellazione siano presenti oggetti galattici. Tuttavia, gli oggetti maggiori si trovano però nella regione ovest.

Il più conosciuto di questi è sicuramente l'ammasso aperto delle Pleiadi, ben visibile ad occhio nudo e notissimo fin dalle epoche più antiche; si tratta dell'ammasso aperto più luminoso della volta celeste e in alcune culture è persino considerato una costellazione a sè stante. Dietro Aldebaran si trovano le Iadi, un altro ammasso aperto (il più vicino conosciuto), che con la stella forma una V nel cielo che marca la testa del Toro. Un altro ammasso, non osservato dal Messier, è NGC 1746, nella parte orientale.

Un altro oggetto, visibile con un telescopio, è la Nebulosa del Granchio (M1), un resto di supernova a nordest di ζ Tauri. L'esplosione che lo generò fu visibile da Terra il 4 luglio 1054, e fu così brillante che rimase visibile in pieno giorno per molti mesi. È stata registrata dai testi storici cinesi e dagli Indiani d'America.


Telescopium ( Telescopio ) 

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Il Telescopio (in latino Telescopium, abbreviato in Tel) è una costellazione meridionale minore, identificata e così chiamata da Nicolas Louis de Lacaille, astronomo francese del XVIII secolo, noto studioso del cielo meridionale.
Oggetti stellari

δ Telescopii è una doppia apparente (cioè composta da due stelle lontane tra loro ma apparentemente vicine per effetti di prospettiva), risolvibile ad occhio nudo in condizioni perfette del cielo, e facile da osservare al binocolo. La componente δ-1, di magnitudine apparente 4,9, dista 800 anni luce dal sistema solare; la δ-2, di magnitudine apparente 5,1, si trova a 1100 anni luce di distanza.

 
Triangulum ( Triangolo )
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Il Triangolo (in latino Triangulum, abbreviato in Tri) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una piccola costellazione dell'emisfero settentrionale, le cui tre stelle più luminose, di terza e quarta magnitudine, formano un triangolo elongato. Nonostante la sua scarsa rilevanza, era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Oggetti del profondo cielo [modifica]

Nel Triangolo si trova la M33, la Galassia del Triangolo, una delle galassie più vicine alla Via Lattea, e membro del Gruppo Locale di galassie.

Triangolum australe ( Triangolo Australe )
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Il Triangolo Australe (in latino Triangulum Australe, abbreviato in TrA) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una piccola costellazione dell'emisfero meridionale, le cui tre stelle più brillanti, di seconda e terza magnitudine, formano un triangolo quasi equilatero. Questa costellazione è stata introdotta da Johann Bayer nel 1603, nel suo lavoro Uranometria.
Oggetti del profondo cielo
NGC 6025 è un ammasso aperto nella Via Lattea, grande un terzo della Luna piena, facilmente riconoscibile al binocolo o con un piccolo telescopio, essendo la sua stella più luminosa di magnitudine 7. Si trova a 2700 anni luce dal sistema solare.

Tucana ( Tucano )
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Il Tucano (in latino Tucana, abbreviato in Tuc) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione meridionale introdotta da Johann Bayer nel 1603, nel suo lavoro Uranometria, ed è totalmente invisibile alle latitudini mediterranee. Al suo estremo meridionale si trova la Piccola Nube di Magellano, una piccola galassia irregolare, satellite della Via Lattea.
Oggetti stellari

La sua stella più luminosa è Alpha Tucanae (α Tuc / α Tucanae), di magnitudine 2,9, posta nella parte nord-occidentale della costellazione.

Una particolare stella doppia è Beta Tucanae (β Tuc / β Tucanae), risolvibile facilmente con piccoli strumenti; la stessa è divisa in 3 sottoclassi: β1 Tucanae, β2 Tucanae, e poco più in là, è possibile scorgere β3 Tucanae.
Oggetti del profondo cielo

Entro il suo perimetro celeste, oltre alla Piccola Nube di Magellano, si trova il notevole ammasso globulare 47 Tucanae, a lungo scambiato per una stella, come si può capire dal suo nome, nonostante le stelle della costellazione non presentino i numeri tipici della nomenclatura di Flamsteed, trovandosi ben al di sotto dell'orizzonte europeo; 47 Tucanae è il secondo ammasso globulare più luminoso del cielo, dopo Omega Centauri.


Ursa Major ( Orsa Maggiore )
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L'Orsa Maggiore (in latino Ursa Major) è una costellazione tipica dei cieli boreali; le sue sette stelle più luminose, raggruppate nel celeberrimo asterismo del Grande Carro, sono visibili per tutto l'anno nell'emisfero nord, e non tramontano mai a nord del 41°N. Il riferim

ento all'asterismo come un orso (le quattro stelle orientali) inseguito da tre cacciatori (le tre di coda) è probabilmente il più antico mito a cui l'umanità faccia ancora riferimento. In altre parti del mondo vengono usati nomi diversi: in Nord America è il grande mestolo, nel Regno Unito è l'aratro.

Le stelle del Grande Carro sono chiamate, in ordine da ovest ad est, Dubhe, Merak, Phecda, Megrez, Alioth, Mizar e Alkaid (o Benetnasch), e sono state assegnate loro le lettere greche da α ad η (vedi nomenclatura di Bayer), nello stesso ordine. Mizar ha una stella compagna chiamata Alcor, appena visibile ad occhio nudo, che è un tradizionale test della vista. Entrambe le stelle sono in realtà doppie, e sono state, rispettivamente, la prima binaria visuale e la prima binaria spettroscopica scoperte.

La Stella Polare può essere trovata disegnando una linea tra Dubhe e Merak, all'estremo del Gran Carro, e prolungandola di cinque volte. Altre stelle come ArturoBoötis) e SpicaVirginis) possono essere trovate prolungando invece il lato lungo.

Nel 1869, Richard. A. Proctor notò che, eccetto per Dubhe e Alkaid, le stelle del Gran Carro hanno tutte lo stesso moto proprio, che le porta verso un punto comune del Sagittario. Questo gruppo, noto ora come Gruppo stellare dell'Orsa Maggiore (Cr 285), del quale sono stati identificati alcuni altri membri, formava in passato un ammasso aperto.

Da allora le stelle dell'ammasso si sono disperse in una regione di circa 30 per 18 anni luce, posta a circa 75 anni luce di distanza, che è quindi il più vicino oggetto simile ad un ammasso. Altre 100 stelle circa, inclusa Sirio, formano una "corrente" che ha lo stesso moto proprio, ma la loro relazione con l'ex-ammasso non è chiara. Il nostro Sistema Solare si trova sul bordo esterno di questa corrente, ma non ne fa parte, avendo un'età 40 volte superiore.

Oltre al Grande Carro, dalla cultura araba viene un altro asterismo: il salto della gazzella, una serie di tre paia di selle:

ν e ξ Ursae Majoris (Alula Borealis e Australis), il "primo salto";

λ e μ Ursae Majoris, Tania Borealis e Australis, il "secondo salto";

ι e κ Ursae Majoris, Talitha Borealis e Australis, il "terzo salto".

Queste stelle si trovano lungo il bordo sudovest della costellazione, le zampe dell'orso.
Stelle principali

Alioth (ε Ursae Majoris) è la stella principale della costellazione; di magnitudine 1,76 e dal colore bianco, è una delle stelle del Gruppo stellare dell'Orsa Maggiore.

Dubhe (α Ursae Majoris) è una stella gialla di magnitudine 1,81; si trova a 124 anni luce da noi, ossia circa 50 anni luce oltre il Gruppo stellare dell'Orsa Maggiore. Con Merak forma un asterismo noto come I Puntatori, in quanto utilizzato per trovare la Stella Polare.

Alkaid (η Ursae Majoris) è una stella azzurra di magnitudine 1,85, posta a 101 anni luce di distanza da noi, dunque circa 25 anni luce oltre il Gruppo; nonostante la sua vicinanza ad esso, si muove in direzione opposta, indicando che si tratta solo di una stella di passaggio.

Mizar (ζ Ursae Majoris) è una stella bianca di magnitudine 2,23; fa coppia con Alcor, in realtà solo apparentemente, essendo quest'ultima leggermente più lontana. Mizar è tuttavia essa stessa una stella multipla, con quattro componenti legate gravitazionalmente.

Merak (β Ursae Majoris) è una stella bianco-azzurra di magnitudine 2,34; è il secondo membro dell'asterismo dei Puntatori.

Phecda (γ Ursae Majoris) è una stella bianco-azzurra di magnitudine 2,41; nei suoi pressi si individua la galassia M109.

Tra le altre stelle, si segnala 47 Ursae Majoris, nota per avere un sistema planetario con tre pianeti confermati, 2,54 e 0,76 volte la massa di Giove.

Lalande 21185 è la quarta stella più vicina alla Terra (escluso il Sole).

Megrez (δ Ursae Majoris) è la stella meno luminosa dell'asterismo del Grande Carro; ha magnitudine 3,32 ed è una stella di colore bianco.
Oggetti del profondo cielo

La costellazione dell'Orsa Maggiore giace lontano dalla Via Lattea e dai suoi ricchi campi stellari, dunque entro i suoi confini non sono visibili ammassi stellari.

Nei pressi della stella Merak si trova una nebulosa planetaria, M97, nota come Nebulosa Civetta a causa delle due macchie scure sul suo disco, che somigliano agli occhi sgranati di una civetta.

Innumerevoli sono invece le galassie osservabili entro i suoi confini; tra la più importanti, spicca la coppia formata da M81 (una delle più brillanti del cielo) e M82, appartenenti al gruppo di galassie dell'Orsa Maggiore, uno dei gruppo più vicini al nostro Gruppo Locale. Seguendo un facile asterismo che parte dalla stella Mizar, si raggiunge la galassia M101, anch'essa molto appariscente e vicina.
Accanto alla stella Phecda, si individua la galassia spirale barrata M109; a breve distanza dalla stella Merak si osserva invece M108.
Tra le altre galassie, è notevole specialmente NGC 3184, una galassia spirale dai bracci molto luminosi e con due grandi regioni HII al suo interno.
Sono presenti infine anche due galassie nane satelliti della nostra Galassia: Ursa Major I e Ursa Major II.


Ursa Minor ( Orsa Minore )
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L'Orsa Minore (in latino Ursa Minor) è una costellazione del cielo settentrionale. È una delle 88 costellazioni moderne, ma era già tra le 48 costellazioni elencate da Tolomeo. È particolarmente nota perché al suo interno si trova il polo nord celeste, anche se la sua posizione è soggetta ad un continuo, lento spostamento a causa della precessione dell'asse di rotazione terrestre.
L'Orsa Minore è individuabile con facilità, sia perché le sue stelle più brillanti sono di seconda magnitudine, sia perché, una volta individuato il Grande Carro, si può raggiungere la Stella Polare, la stella più luminosa dell'Orsa Minore, utilizzando le due stelle più occidentali dell'asterismo dello stesso Grande Carro (vedi immagine). Dall'emisfero boreale è una costellazione circumpolare, ossia non tramonta mai, restando visibile in ogni periodo dell'anno; dall'emisfero australe invece è sempre invisibile, tranne che in prossimità dell'equatore (eccetto la Stella Polare).
L'Orsa Minore contiene un asterismo chiamato colloquialmente piccolo carro, perché le sue stelle più brillanti formano un disegno simile a quello del Gran Carro nell'Orsa Maggiore. La stella all'estremo del piccolo carro è la Stella Polare, che si trova in posizione quasi coincidente col polo nord celeste.

Polaris (α Ursae Minoris, la Stella Polare) è la stella più luminosa e più nota della costellazione; si tratta di una stella gialla di magnitudine 1,97. La Polare può essere trovata seguendo una linea che parte dalle due stelle posteriori dell'Orsa Maggiore e prolungandola di circa cinque volte la distanza fra loro. La stella è inoltre una variabile Cefeide, con oscillazioni minime; dista 431 anni luce.

β Ursae Minoris (Kochab) è una stella di colore arancione, di magnitudine 2,07, che si trova in una posizione della costellazione opposta alla Stella Polare. La sua distanza è stimata sui 126 anni luce.

γ Ursae Minoris (Pherkad) è una stella bianca di magnitudine 3,00, variabile Delta Scuti distante 480 anni luce.

Oggetti del profondo cielo

Non ci sono oggetti appartenenti alla Via Lattea, poiché il piano galattico passa distante dalla costellazione. Si possono dunque osservare solo galassie esterne, ma non ve n'è nessuna alla portata di piccoli strumenti. L'unico oggetto interessante è la Galassia Nana dell'Orsa Minore, una galassia nana ellittica che orbita come satellite attorno all nostra Via Lattea.


Vela
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Quella delle Vele (in latino Vela) è una costellazione meridionale, una delle tre in cui è stata divisa la Nave Argo. È visibile, peraltro solo per metà, dalle regioni mediterranee medie, mentre è una costellazione caratteristica del cielo australe.

Quella delle Vele è una costellazione di medie dimensioni; si individua senza difficoltà, a nord di un tratto molto brillante della Via Lattea australe, grazie alla disposizione a triangolo delle stelle γ Velorum, δ Velorum e λ Velorum. La stella più brillante risulta essere la γ Velorum, nota anche come Regor, di magnitudine apparente +1,75. Le stelle δ e κ Velorum, assieme alle stelle ε e ι della Carena, formano un asterismo noto come Falsa Croce, poiché simile e talvolta scambiato con la costellazione della Croce del Sud. Un tratto fortemente oscurato della Via Lattea, ma ricco di stelle, attraversa per intero la costellazione.
Stelle principali

γ Velorum (Regor), come detto, è la più brillante della costellazione, nonché una delle stelle più luminose che si conoscano in termini assoluti; è posta ad ovest, sul confine con l'adiacente costellazione della Poppa, e la lettera γ (gamma) indica che si trattava pure di una delle stelle più brillanti dell'antica costellazione della Nave Argo.

δ Velorum (Koo She), è una stella bianca di magnitudine apparente +1,93, posta nel sud della costellazione.

λ Velorum (Suhail), è una gigante arancione di magnitudine +2,23, una delle stelle più settentrionali della costellazione; a sud-ovest di questa stella si estende un ricco campo stellare, ben visibile anche ad occhio nudo.

κ Velorum (nota talvolta come Markab) è una stella azzurra di magnitudine +2,47, posta lungo la linea

della Via Lattea, nella parte meridionale della costellazione.

μ Velorum, (Al Haram) di magnitudine +2,69, è la stella brillante più orientale della costellazione, vicino al confine con il Centauro.

La nomenclatura stellare segue quella assegnata alla costellazione della Nave Argo: le stelle α e β della Nave Argo sono ora le stelle α e β della Carena. Alle Vele sono finite le stelle γ e δ, e poi κ, λ e μ, ο e infine ψ. Seguono diverse lettere latine, (b, c, etc.) anch'esse secondo l'assegnazione data alla costellazione della Nave Argo.
Oggetti del profondo cielo

La costellazione delle Vele è attraversata dalla Via Lattea meridionale; sebbene in questo tratto questa sia fortemente oscurata, la costellazione abbonda di oggetti quali ammassi aperti e nebulose diffuse.

Fra i primi, davvero notevole è IC 2391, posto due gradi a nord di δ Velorum, che ha al suo centro la stella di quarta magnitudine ο Velorum. È parte di una vastissima associazione stellare che comprende, fra le altre, le brillanti stelle Procione e Denebola. Un altro ammasso aperto visibile ad occhio nudo è NGC 2547, ben risolvibile in stelle anche con piccoli strumenti.

Cinque gradi a nord-ovest di μ Velorum si trova l'ammasso globulare NGC 3201, poco concentrato ma molto appariscente, di magnitudine 6,8; è stato oggetto di un recente studio sulle stelle variabili di tipo RR Lyrae.

Tra le nebulose planetarie, spicca NGC 3132, soprannominata Nebulosa anello del sud in contrapposizione con la ben nota Nebulosa Anello della Lira; si trova nella parte settentrionale della costellazione, ed è una delle nebulose planetarie più luminose della volta celeste, essendo visibile anche con piccoli strumenti.

Di grande interesse è anche il resto di supernova noto come Nebulosa delle Vele; si tratta di una nebulosa originata da un'esplosione di supernova, che ha probabilmente avuto luogo circa 12.000 anni fa ed è stata sicuramente ben visibile dalla Terra (si stima che avesse potuto raggiungere la magnitudine -9, ossia sarebbe stata visibile nel cielo in pieno giorno). Questo resto contiene una pulsar, che è stata la seconda ad essere identificata anche otticamente, dopo quella nella Nebulosa del Granchio. Un complesso ben maggiore è quello noto come Nebulosa di Gum, in onore del suo scopritore; si tratta di un vastissimo sistema di deboli filamenti, che ricoprono gran parte della costellazione delle Vele, sconfina a sud in Carena e si addentra nella parte meridionale della Poppa; si tratta probabilmente di un antico resto di supernova.


Virgo ( Vergine )
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La Vergine (in latino Virgo) è una costellazione dello zodiaco. Si trova tra il Leone ad ovest e la Bilancia ad est, ed è una delle più grandi costellazioni del cielo. Può essere trovata facilmente grazie alla sua brillante stella α, Spica .
La costellazione si trova a cavallo dell'equatore celeste, a nord della coda dell'Idra e del Centauro; la Vergine domina i cieli da febbraio fino a luglio, e contiene al suo interno alcune stelle molto luminose. Con un'estensione di 1294 gradi quadrati di volta celeste, è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l'Idra. Storicamente la costellazione è stata associata al periodo dei raccolti, come la mietitura (da cui deriva il nome della stella "Spica", visibile dopo il tramonto verso ovest in estate) e la vendemmia (da cui deriva, ad esempio, il nome della stella "Vindemiatrix", che 2000 anni fa, a causa della precessione degli equinozi, precedeva il sorgere del Sole nel mese di settembre).

La stella più prominente è Spica (α Vir), che rappresenta una spiga di frumento in mano alla Vergine; questa stella è facile da localizzare, perché può essere trovata facilmente seguendo la curva dell'Orsa Maggiore verso Arturo e continuando la stessa curva. Inoltre, Spiga costituisce il vertice più meridionale dell'asterismo detto Triangolo di Primavera, che comprende anche Arturo e la più debole Denebola, nel Leone.
Stelle principali

α Virginis (Spica) è la stella più brillante; ha magnitudine 0,98 ed è la quindicesima stella più luminosa del cielo. Si presenta di un colore azzurro intenso, e in effetti è una stella molto luminosa in termini assoluti; dista da noi 262 anni luce.

γ Virginis (Porrima) è una stella di colore giallastro, di magnitudine 2,74; dista da noi appena 39 anni luce ed è una stella doppia: la compagna ha magnitudine 3,68.

ε Virginis (Vindemiatrix) è una stella gialla di magnitudine 2,85, distante 102 anni luce.

ζ Virginis (Heze) è una stella bianca di magnitudine 3,38, posta a una distanza di 73 anni luce.

δ Virginis (Minelauva) è una stella gigante di colore rosso vivo, di magnitudine 3,39; si trova a 202 anni luce.

β Virginis (Zavijava) è una stella gialla di magnitudine 3,59, distante appena 36 anni luce.

Fra le altre stelle spicca la 70 Virginis, che ha un sistema planetario, uno dei primi ad essere scoperti; ha un pianeta confermato, con una massa di 6,6 volte quella di Giove.
Oggetti del profondo cielo

Questa costellazione è molto ricca di galassie, grazie alla presenza dell'Ammasso della Vergine, il più vicino ricco ammasso di galassie, la cui osservazione è favorita anche dalla distanza della scia luminosa della Via Lattea. L'ammasso occupa un'area compresa tra 5° e 10° ad ovest di Vindemiatrix (ε Vir); si individua verso la parte settentrionale della costellazione, in direzione della Chioma di Berenice.

Tra le più prominenti dell'ammasso ci sono M49, una galassia ellittica visibile anche con un binocolo in condizioni ottimali, M58, una galassia spirale, M59 (astronomia) (ellittica), M60 (ellittica), M61 (spirale), M84 (ellittica), M86 (ellittica), M87 (ellittica gigante, e famosa radiosorgente), e M90 (spirale).

Una spirale notevole, che non fa parte dell'ammasso, è la Galassia Sombrero (nota anche come M104); si trova a circa 10° a est-sud-est di Spica, nella parte meridionale della costellazione, quasi al confine con il Corvo. È una delle galassie più fotografate del cielo, nonché una delle più note e delle più osservate, specie in ambito amatoriale.


Volans ( Pesce Volante )
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Il Pesce Volante (in latino Volans, abbreviato in Vol) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione minore dell'emisfero meridionale.


Volpecula ( Volpetta ) 

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La Volpetta (in latino Vulpecula, abbreviata in Vul) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una debole costellazione settentrionale situata al centro del Triangolo Estivo, un asterismo formato dalle stelle Deneb, Vega e Altair.

La costellazione non presenta stelle più brillanti della quarta magnitudine. La più luminosa è Anser (Alpha Vulpeculae), una gigante rossa (di tipo spettrale M0 III) distante 297 anni luce dal Sole, caratterizzata da una magnitudine apparente di 4,44. Anser è una stella doppia (separazione 413.7") che può essere apprezzata usando un binocolo. La sua compagna è abbastanza separata da avere un numero di Flamsteed, 8 Vulpeculae.

Risale al 1967 la scoperta, da parte di Antony Hewish e Jocelyn Bell, da Cambridge, della prima pulsar conosciuta, situata all'interno della costellazione della Volpetta. Mentre stavano cercando la scintillazione dei segnali radio delle quasar, Hewish e la Bell individuarono un segnale molto regolare che consisteva di impulsi di radiazione al ritmo di uno ogni qualche secondo. L'origine terrestre dei segnali fu presto esclusa, perché essi riapparivano in sincronia con il tempo siderale, e non con quello civile. L'anomalia fu infine identificata come il segnale radio emesso da una stella di neutroni in rapida rotazione. I segnali arrivavano (e ancora arrivano) al ritmo di uno ogni 1,3373 secondi (le pulsar sono estremamente precise). Il nuovo oggetto fu chiamato inizialmente CP 19191 (che stava per "Cambridge Pulsar ad ascensione retta 19h 19m"), ed è oggi noto come PSR 1919+21 (che sta per "Pulsar ad ascensione retta 19h 19m e declinazione +21°").
Oggetti del profondo cielo

La Volpetta è attraversata dalla Via Lattea e presenta alcuni oggetti di particolare interesse; primo fra tutti la Nebulosa Manubrio (M27), che è certamente uno degli oggetti del profondo cielo più osservati. Si tratta una grande nebulosa planetaria, che può essere osservata anche con un binocolo, dove appare come un disco debolmente luminoso con un diametro di circa 6 minuti d'arco (includendo il debole alone, il suo diametro apparente cresce fino a circa la metà di quello della Luna piena). Un telescopio rivela la sua forma a due lobi, simile a quella di una clessidra. M27 fu scoperta dall'astronomo francese Charles Messier nel 1764, e fu la prima nebulosa planetaria ad essere scoperta.

Verso sud è visibile un particolare oggetto, chiamato l'Attaccapanni o Appendiabito (in inglese, Coat Hanger), o pure Ammasso di Brocchi; si tratta di un ammasso aperto visibile facilmente anche ad occhio nudo.