Le 88 costellazioni

Andromeda

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La stella più luminosa, α Andromedae (chiamata Alpheratz o Sirrah), assieme alle stelle α, β e λ Pegasi forma un asterismo chiamato il Quadrato del Pegaso. Questa stella era una volta parte della costellazione di Pegaso, con la sigla δ Pegasi, come dice anche il suo nome proprio, «la spalla del cavallo».

β Andromedae è chiamata Mirach, il busto. Si trova a circa 200 anni luce di distanza ed è di magnitudine 2,1.

γ Andromedae, o Almach, si trova all'estremo sud della costellazione. È una stella multipla visibile al telescopio, che mostra contrasti di colore.

υ Andromedae ha un sistema planetario con tre pianeti confermati, con masse di 0,71, 2,11 e 4,64 volte quella di Giove.

L'oggetto del profondo cielo più famoso in Andromeda è M31, la Galassia di Andromeda, che è anche il più lontano oggetto visibile ad occhio nudo. È un'enorme galassia a spirale, simile alla nostra Via Lattea ma un poco più grande, posta alla distanza di due milioni di anni luce. Per trovare la galassia, occorre tracciare una linea tra β e μ Andromedae, ed estenderla ancora per una distanza approssimativamente uguale.
Sebbene sia visibile ad occhio nudo, la galassia è molto difficile da osservare, ed occorrono cieli molto bui lontani da ogni fonte luminosa, e possibilmente l'utilizzo della visione periferica. È circondada da due galassie satelliti, M32 e M110.

Tra gli ammassi galattici, interessante è il grande oggetto NGC 752, verso il confine col Triangolo, ben visibile con un binocolo e appena percepibile ad occhio nudo.

Antila ( macchina pneumatica )
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La Macchina Pneumatica (in latino Antlia, abbreviato in Ant) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione minore dell'emisfero meridionale che fu definita nel XVIII secolo .
La Macchina Pneumatica è una costellazione molto debole, che non contiene stelle brillanti. La più luminosa, o la meno debole, è α Antliae, una stella di magnitudine apparente 4,25 e tipo spettrale K4 III.

 

La costellazione della Macchina Pneumatica, unitamente ad altre dodici costellazioni del cielo meridionale, fu istituita dall'astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille per riempire alcune regioni quasi vuote di stelle che non erano incluse in alcuna costellazione dell'epoca. Il suo nome completo, in latino, era in origine Antlia Pneumatica.

Alle stelle di questa costellazione non sono state assegnate lettere di Bayer secondo l'usuale scala di luminosità, probabilmente per mancanza di interesse.

Alla Macchina Pneumatica non è associato nessun mito classico, perché Lacaille interruppe la tradizione di dare nomi mitologici alle costellazioni, preferendo invece nomi di strumenti usati nelle scienze e nelle tecnologie.


Apus ( uccello del paradiso )

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L'Uccello del Paradiso (in latino Apus, abbreviato in Aps) è una debole costellazione vicina al polo sud celeste. Viene ufficialmente menzionata per la prima volta nell'Uranometria di Johann Bayer, ma si ipotizza che fosse in uso già in precedenza presso i marinai.


δ Apodis è una doppia larga, risolvibile con un binocolo. Le due componenti, di magnitudine apparente pari a 4,7 e 5,3, sono due giganti rosse situate a distanze piuttosto differenti dal sistema solare: 760 e 660 anni luce rispettivamente. Si tratta dunque di una doppia ottica, piuttosto che di un reale sistema binario.
Verso il confine settentrionale della costellazione è visibile NGC 6101, un ammasso globulare poco concentrato.


Acquario
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L'Acquario (in latino Aquarius, in italiano talvolta scritto Aquario) è una costellazione dello zodiaco; è una delle più antiche costellazioni conosciute. Si trova fra il Capricorno a sud-ovest e i Pesci a nord-est.

La costellazione è formata da un vasto insieme di stelle poco luminose, specialmente nella parte orientale, caratteristica che avrebbe suggerito un'autentica "cascata" di stelline, che in effetti rappresentano dall'acqua che scende a fiotti da un'urna. La parte settentrionale della costellazione giace sull'equatore celeste, mentre gran parte di essa si trova nell'emisfero australe; nonostante ciò, è osservabile con facilità da quasi tutte le aree popolate della Terra. Nell'emisfero nord è una figura tipica dei cieli autunnali, mentre a sud dell'equatore la sua presenza indica l'avvicinarsi della stagione estiva.

Dall'Acquario si originano due sciami meteorici: le Eta Aquaridi (4 maggio) e le Delta Aquaridi (28 giugno), entrambi composti da circa 20 meteore all'ora.

Stelle principali

  • β Aquarii, Sadalsuud («il fortunato dei fortunati»), è una stella gialla e la più luminosa della costellazione; ha magnitudine 2,90 e una distanza di 612 anni luce.
  • α Aquarii, Sadalmelik («il fortunato del re»), è una stella gialla di magnitudine 2,95; si trova molto vicino all'equatore celeste e dista da noi 758 anni luce.
  • δ Aquarii, Skat o Scheat («stinco»), è una stella bianca di magnitudine 3,27, distante 159 anni luce. Il nome Scheat è usato anche per la stella Beta Pegasi.
  • ζ 1 Aqr (Sadaltager) è una stella doppia con componenti biancastre di magnitudine 3,65 e 4,42; la loro distanza è stimata sui 103 anni luce da noi.

γ Aquarii, Sadachbia («la stella fortunata delle cose nascoste»), è una stella di magnitudine 3,86 e distante 158 anni luce, interessante perché appartiene alla serie delle "stelle fortunate", secondo i nomi antichi.

EZ Aquarii è un sistema stellare triplo.

Le stelle γ, ζ, η e π Aquarii formano un asterismo chiamato Urna, che rappresenta la brocca piena d'acqua dell'Acquario.


Oggetti del profondo cielo

Sebbene la densità di oggetti del profondo cielo cospicui sia relativamente bassa, le grandi dimensioni della costellazione fanno sì che entro i suoi "confini" si possano osservare un discreto numero di questi oggetti.

Tre di questi sono presenti anche nel Catalogo di Messier, gli ammassi globulari M2 ed M72 e l'ammasso aperto M73; tutti questi oggetti sono posti nella parte occidentale della costellazione.

Nell'Acquario si conoscono anche due grandi nebulose planetarie: NGC 7009, chiamata la Nebulosa Saturno (a causa della sua somiglianza col pianeta Saturno, a sudest di η Aquarii. E NGC 7293, la famosa Nebulosa Elica, a sudovest di δ Aquarii.

Nonostante le dimensioni della costellazione, la galassie notevoli sono quasi del tutto assenti; si segnala, nella parte occidentale, la spirale NGC 7727.
Sistemi planetari


Aquila
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L'Aquila è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi parte delle 88 costellazioni riconosciute dall'UAI. Si trova vicino all'equatore celeste.
La costellazione dell'Aquila è facile da individuare, grazie alla presenza della brillante stella Altair, che costituisce il vertice meridionale del noto asterismo del Triangolo Estivo. La caratteristica più notevole della costellazione è un asterismo formato dalla stessa Altair, più le stelle β Aquilae (Alshain) e γ Aquilae (Tarazed), poste rispettivamente a sud e a nord di questa, che secondo un'antica tradizione persiana veniva chiamato "L'equilibrio". La Via Lattea corre lungo il lato occidentale della costellazione, comprendendo anche parte della nota striscia scura nota come Fenditura del Cigno.

La costellazione, essendo prossima all'equatore celeste, è ben osservabile da entrambi gli emisferi, durante i mesi compresi fra giugno e novembre; nell'emisfero nord è una delle figure caratteristiche del cielo estivo.
Stelle principali

  • α Aquilae, conosciuta soprattutto come Altair (parola araba che indica "l'aquila"), è una brillante stella bianca, la dodicesima stella del cielo in ordine di luminosità; è una stella tripla con una magnitudine apparente complessiva di 0,77. La principale è di tipo spettrale A7 V. Con una distanza di appena 17 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi.
  • γ Aquilae (Tarazed) è una stella arancione di magnitudine 2,72, distante 460 anni luce. Si sospetta che sia una stella variabile.
  • ζ Aquilae (Deneb el Okab) è una stella bianca di magnitudine 2,99; è una stella tripla distante 83 anni luce.
  • θ Aquilae (Tseen Foo) è una stella azzurra di magnitudine 3,24; si tratta di una binaria spettroscopica, distante 287 anni luce.
  • δ Aquilae (Denebokab) è una stella gialla di magnitudine 3,36; dista 50 anni luce.

β Aquilae (Alshain) è una stella giallo-arancione che brilla con una magnitudine apparente di 3,71. Come Altair, è una stella multipla con tre componenti.

η Aquilae: questa variabile è una delle più brillanti variabili Cefeidi del cielo; la sua luminosità apparente varia tra 3,48 e 4,39 magnitudini, ogni 7,177 giorni.

15 Aquilae: è una stella doppia, la cui principale è di tipo K e magnitudine 5,4, con una compagna di settima magnitudine. È facilmente visibile con piccoli telescopi.
Oggetti del profondo cielo

Nonostante l'Aquila sia attraversata dalla Via Lattea e sia dunque ricca di campi stellari, non sono presenti oggetti particolarmente luminosi; qui infatti il Messier non vi trovò nessun oggetto da catalogare, a differenza delle adiacenti costellazioni minori della Freccia e dello Scudo.

Tra gli ammassi aperti se ne possono citare soltanto due: NGC 6709, nei pressi del confine con l'Ofiuco, e NGC 6755, alcuni gradi ad ovest di Delta Aql, entrambi non molto luminosi.

NGC 6760 è invece un ammasso globulare, visibile 4 gradi a SE di Theta Ser. Tra le nebulose planetarie, si può citare NGC 6781, che ricorda vagamente un miniatura della famosa Nebulosa Civetta nell'Orsa Maggiore.

Altare
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L'Altare (in latino Ara; l'abbreviazione standard coincide con il nome stesso) è una piccola ma relativamente appariscente costellazione dell'emisfero sud. Non è visibile da quasi tutta l'Europa, mentre le sue stelle principali sono tutte visibili a sud dei 30°N; nonostante non abbia stelle particolarmente luminose, è individuabile con estrema facilità proprio a sud della coda dello Scorpione.
La costellazione diventa ben visibile per un osservatore posto a sud del venticinquesimo parallelo nord. Si individua con facilità, a sud dello Scorpione, per via di una concatenazione di stelle di terza magnitudine, disposte in senso nord-sud; gran parte della costellazione giace inoltre sulla Via Lattea, in un campo molto brillante.
A causa della precessione degli equinozi, la costellazione era ben visibile dalle latitudini mediterranee all'epoca dei Romani e soprattutto dei Greci; fu infatti elencata da Tolomeo.
La costellazione si presenta come una sorta di farfalla a sud della coda dello Scorpione; le sue stelle principali sono di terza magnitudine. La stella più brillante della costellazione, β Arae, presenta una magnitudine apparente da Terra pari a 2,84. La γ Arae è una stella doppia.
Stelle principali

  • β Arae (nota talvolta come Karnot Mizbeach) è una stella arancione di magnitudine 2,84, distante 603 anni luce.
  • α Arae (nota come Choo), è una stella azzurra di magnitudine 2,84, distante 242 anni luce.
  • ζ Arae (Korban), è una stella arancione di magnitudine 3,12, distante 574 anni luce.
  • γ Arae (Zadok), è una stella azzurra di magnitudine 3,31, distante 1136 anni luce; forma con la stella β una bella coppia dai colori contrastanti da osservare ad occhio nudo.

Tra le altre, la stella giallo-arancione (di classe spettrale G3IV-V) μ Arae è la prima stella attorno alla quale, secondo dati osservativi, esiste un sistema planetario che ospiti un pianeta roccioso; si tratterebbe del più interno dei tre pianeti della stella.
Oggetti del profondo cielo

L'estremità nordoccidentale dell'Altare è attraversata dalla Via Lattea in un suo tratto molto ricco e contiene alcuni ammassi aperti, tra cui NGC 6193, avvolto in una tenue nebulosità, e nebulose diffuse. A nord-est di quest'ultimo si trova il piccolo ma ricco NGC 6204.

Il più brillante degli ammassi globulari, NGC 6397, si trova a 7200 anni luce dal Sole, ed è forse l'ammasso globulare più vicino al sistema solare.


Aries ( Aries )
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L'Ariete (in latino Aries, simbolo: ♈) è una delle costellazioni dello zodiaco. Si trova tra i Pesci ad ovest e il Toro ad est.
Si tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute: occupa infatti 441 gradi quadrati di volta celeste, ossia poco più della metà del vicino Toro. Le sue stelle sono piuttosto deboli, ad eccezione di Hamal (α Arietis) e Sharatan (β). Altre stelle importanti sono Mesarthim1) e Botein (δ). la costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell'estate boreale (settembre) e resta visibile per tutto l'autunno e l'inverno, fino al mese di marzo; dall'emisfero australe invece la sua visibilità è più limitata.
Stelle principali

  • Hamal (α Arietis) è la stella principale; di magnitudine 2,01, spicca per il suo colore arancione vivo. Dista da noi 66 anni luce.
  • Sharatan (β Arietis) è una stella bianca, di magnitudine 2,64, che fa coppia con Hamal. La sua distanza è stimata sui 60 anni luce.
  • 41 Arietis (Bharani) è una stella azzurra di magnitudine 3,61, distante 159 anni luce; curiosamente, non riporta una lettera greca come sigla, nonostante sia più luminosa di altre stelle della costellazione.
  • γ Arietis (Mesarthim) è una stella bianca di magnitudine 3,88, distante 204 anni luce.

Tre stelle dell'Ariete (HD 20367, HD 12661 e HD 14810) si è scoperto che possiedono un sistema planetario.

Una curiosità è data dalla stella HD 20644: sebbene sia di magnitudine 4,47 (la sesta stella più luminosa della costellazione), non riporta né una lettera greca, né un numero di Flamsteed.
Oggetti del profondo cielo
I pochi oggetti del profondo cielo nell'Ariete sono molto deboli. Non sono presenti oggetti appartenenti alla nostra Galassia, tranne alcune nebulose oscure nell'estremo settore di nord-est, ma decisamente poco notevoli a causa della loro lontananza dalla Via Lattea. Tra le galassie invece, va segnalata innanzitutto la bella NGC 772, a sudest di β, e la piccola NGC 821, a sud.

Auriga
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Auriga è una costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 costellazioni moderne. La sua stella più brillante è Capella (α Aurigae), che è associata con la mitologica Amaltea. Le tre stelle Epsilon, Zeta e Eta Aurigae sono chiamate «i ragazzi».

La costellazione dell'Auriga è caratteristica dei mesi dell'inverno boreale, da novembre ad aprile; è facile da individuare, grazie alla sua forma a pentagono, con l'angolo nord-occidentale formato dalla brillante stella Capella, la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo. La parte centrale della costellazione è invece attraversata da un ricco campo della Via Lattea ed abbonda di stelle deboli di fondo. La parte più settentrionale si presenta quasi circumpolare alle latitudini medie boreali, mentre resta sempre molto bassa nella fascia temperata australe.

Stelle principali

  • Capella (α Aurigae) è la stella più luminosa della costellazione; si tratta di un sistema multiplo costituito da ben quattro stelle: le più brillanti hanno magnitudine 0,71 e 0,96, che sommate assieme danno una magnitudine complessiva pari a 0,08, ossia appena meno luminosa di Vega. Il sistema dista da noi 42,2 anni luce.
  • β Aurigae (Menkalinan) è una stella bianca di magnitudine 1,90; si tratta di una binaria ad eclisse, distante 82 anni luce.
  • θ Aurigae (Mahasim) è una stella bianca di magnitudine 2,65, distante 193 anni luce.
  • ι Aurigae (Hassaleh) è una gigante arancione di magnitudine 2,69; dista da noi 512 anni luce.
  • ε Aurigae (Almaaz) è une delle binarie più strane conosciute. Ha un periodo orbitale di 27 anni, che comprende un'eclissi lunga 18 mesi. La stella visibile è una supergigante gialla, una delle stelle più luminose conosciute della Via Lattea, avendo magnitudine assoluta pari a -5,95, mentre la compagna è invisibile; la lunghezza dell'eclissi esclude tutti i tipi di stella conosciuti, e si suppone che sia una stella normale nascosta in un'estesa nuvola di polvere.

La stella γ Aurigae (Elnath) si trova in comune tra le costellazioni dell'Auriga e del Toro; poiché senza questa stella il Toro sarebbe privo di un corno, in genere ci si riferisce a Elnath con la sigla β Tauri.

ζ Aurigae è una stella doppia con un periodo di 970 giorni, la primaria è una supergigante di tipo K, mentre la secondaria è una stella di sequenza principale di tipo B.


Oggetti del profondo cielo
La costellazione è attraversata dalla Via Lattea, nel suo tratto opposto al centro galattico; per fortuna, però, questo tratto, a parte nella sezione più settentrionale, non è oscurato da polveri interstellari, cosicché risultano visibili diversi oggetti celesti.

Tre di questi furono osservati e descritti dal Messier: si tratta di tre ammassi aperti: M36, M37 ed M38,tutti di facile osservazione. M37 è il più denso, mentre M36 è il più piccolo, ma con le componenti più brillanti; M38 si trova invece sul bordo di un ricco campo stellare. Più esternamente rispetto alla scia della Via Lattea si trova invece NGC 2281, un relativamente brillante ammasso composto da alcune stelle di decima magnitudine. Nella parte centrale della costellazione, sono presenti anche altri ammassi, meno brillanti ma individuabili con piccoli strumenti amatoriali.

Nelle foto a lunga posa è possibile osservare la bella nebulosa diffusa IC 405, circondante la stella doppia e variabile AE Aurigae. Altre nebulose sono osservabili ni dintorni.


Boote
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Boote (in latino Boötes o Βοώτης in greco) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, e anche una delle 88 costellazioni moderne. Nei suoi confini si trova la quarta stella più luminosa del cielo, Arturo (Arcturus).

La costellazione si trova tra 0° e +60° di declinazione, 13 e 16 ore di ascensione retta sulla sfera celeste.
Il nome di Arturo, la stella α di Boote, significa il conducente dell'orso. È una gigante rossa di magnitudine zero, ed è la quarta stella più brillante del cielo notturno. È uno dei vertici del Triangolo primaverile, assieme a SpicaVirginis) e DenebolaLeonis).

Izar (ε Boo), avendo una magnitudine apparente di 2,7, è la terza stella più brillante della costellazione. È in realtà una stella binaria con un compagno di magnitudine 5,12.
Lo sciame meteorico delle Quadrantidi, che ha origine da questa costellazione, è così chiamato in onore della costellazione defunta Quadrans Muralis (che è adesso una parte di Boötes).
Oggetti del profondo cielo

Nonostante le sue grandi dimensioni, entro i confini del Boote non ci sono oggetti non stellari notevoli in gran numero. È presente solo un ammasso globulare (NGC 5466) abbastanza appariscente, più alcune galassie verso il confine con i Cani da Caccia.

Caelum ( bulino )
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Il Bulino (in latino Caelum) è una costellazione meridionale minore, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille. Rappresenta due bulini da scultore incrociati.
Stretta fra le costellazioni di Eridano ad ovest e della Colomba ad est, appare decisamente oscura, priva di oggetti brillanti; la sua stella più luminosa è di quarta magnitudine. Per individuarne le poche stelle visibili ad occhio nudo, conviene partire dalla costellazione della Colomba e dirigersi verso ovest di alcuni gradi.

Stelle principali

Oggetti del profondo cielo
Non sono presenti oggetti galattici e le galassie visibili in questa parte di cielo sono piuttosto deboli; l'unica che supera la undicesima magnitudine è NGC 1679 .

Camelopardalis ( Giraffa )
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La Giraffa (in latino Camelopardalis) è una grande ma debole costellazione dell'emisfero nord. È stata registrata per la prima volta da Jakob Bartsch, genero di Keplero, nel 1624, ma è stata probabilmente inventata in precedenza da Petrus Plancius. È una delle 88 costellazioni moderne.

Assieme alla Giraffa Bartsch creò anche la Colomba di Noè, il Liocorno, il Rombo, la Mosca, la Tigre, il Giordano e il Gallo, tutte praticamente dimenticate. La Giraffa è sopravvissuta perché è andata a occupare una vasta regione del cielo (757 gradi quadrati) tra Cassiopea e l'Orsa Maggiore fino ad allora priva di punti di riferimento. Non è però facile individuarla, in quanto in essa nessuna stella supera la quarta magnitudine. Nonostante ciò i cinesi con le sue stelle formarono sette asterismi tra i quali uno intitolato alla "Virtù non ostentata"

Cancer ( Cancro )
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Il Cancro (in latino Cancer, "granchio") è una delle dodici costellazioni dello zodiaco. Il Cancro, nonostante sia una costellazione di dimensioni medie, è poco luminoso, e per molte persone non assomiglia affatto ad un granchio. Si trova tra i Gemelli ad ovest ed il Leone ad est. A nord si trova la Lince, a sud il Cane Minore e l'Idra.
La costellazione si individua facilmente, nonostante la sua ridotta luminosità, grazie alle costellazioni adiacenti, . In un cielo buio si osserva con facilità una grossa macchia chiara e nebbiosa, un ammasso aperto tra i più luminosi del cielo, noto come Presepe. La stella più luminosa è β Cancri, chiamata Al Tarf ("la fine" della zampa del granchio), distante circa 200 anni luce. Altre stelle sono Acubens (α) di magnitudine 4,3, e le Asellis (gli asini), Asellus Borealis (γ) con mag. 4,7 e Asellus Australis (δ) con mag. 3,9. Queste ultime due rappresentano i due asini che Dioniso e Sileno cavalcarono in battaglia

Stelle

  • β Cancri (Altarf) è la stella più brillante; è una stella arancione di magnitudine 3,53, distante 290 anni luce. Si individua a NE di Procione.
  • δ Cancri (Asellus Australis) è una stella arancione di magnitudine 3,94, distante 136 anni luce; fa parte del quadrilatero che incornicia il Presepe.
  • ι Cancri (Decapoda) è una stella gialla di magnitudine 4,03; possiede una compagna di sesta magnitudine. La distanza è stimata in 298 anni luce.
  • α Cancri (Acubens) è una stella bianca di magnitudine 4,26, distante 173 anni luce.

Fra le altre stelle, spicca ζ Cancri (Tegmen), una stella tripla molto nota: è formata da una stella di magnitudine 5,1, da una di magnitudine 6 e da una di magnitudine 6,1.

La stella 55 Cancri è una delle stelle più studiate della volta celeste: si tratta del sistema planetario extrasolare più grande conosciuto finora: possiede infatti cinque pianeti confermati, quattro dei quali con una massa simile a quella di Giove e uno grande come Nettuno.

DX Cancri è una nana rossa che ha meno del 9% della massa del Sole.

Oggetti del profondo cielo
Il Cancro è ben noto tra gli appassionati per ospitare il Presepe (M44), un ammasso aperto di forma caratteristica, che contiene anche la stella η Cancri. Dista circa 520 anni luce ed è di terza magnitudine, ben visibile ad occhio nudo. Un altro ammasso aperto, M67 (vicino ad Acubens, α Cnc), è uno dei più vecchi ammassi conosciuti, con oltre 10 miliardi di anni. È un ammasso esteso e debole, con circa 100 stelle. Dista circa 2700 anni luce ed è di settima magnitudine.

Sono presenti nel Cancro anche diverse galassie, alcune delle quali di un certo interesse, come NGC 2775, una galassia spirale gigante individuabile verso in confine con il Leone e l' Idra.

Canes venatici ( cani da caccia )
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I Cani da Caccia (in latino Canes Venatici) sono una piccola costellazione dell'emisfero nord. L'astronomo polacco Johannes Hevelius formò questa costellazione nel 1687 con stelle che precedentemente erano state considerate facenti parte dell'Orsa Maggiore. I Cani da Caccia sono due cani che Boote tiene al guinzaglio e che tentano di attaccare alle zampe l'Orsa Maggiore. Il cane più meridionale è rappresentato dalle due stelle più brillanti della costellazione, Alfa e Beta dei Cani da Caccia.

La stella Alfa è nota come Cor Caroli, il Cuore di Carlo, in onore del Re Carlo I d'Inghilterra. Questo appellativo le fu dato da Sir Charles Scarborough, medico alla corte del Re Carlo II. Scarborough sostenne che la stella brillò di una luce particolarmente intensa la notte del 29 maggio 1660, quella in cui Carlo II ritornò a Londra in seguito alla Restaurazione della Monarchia.

Questa circostanza ha causato una certa confusione riguardo alla quale la stella dovrebbe commemorare Re Carlo, ma non può che riferirsi al primo Re Carlo, poiché fu indicata per la prima volta in una carta celeste nel 1673 dal cartografo inglese Francis Lamb con il nome di Cor Caroli Regis Martyris (Il cuore di Re Carlo martire), con riferimento al fatto che Re Carlo I era stato decapitato. Lamb e altri, uno di questi l'inglese Edward Sherburne nel 1675, disegnarono attorno alla stella un cuore sormontato da una corona, facendola diventare una piccola costellazione.

La stella Beta si chiama Chara, dal greco «gioia», il nome che Hevelius diede al cane più meridionale. Quello a nord, chiamato Asterion (stellato), è segnato solamente da una piccola quantità di stelle poco brillanti. Bode disegnò i cani con i rispettivi nomi scritti sui collari.
Oggetti del cielo profondo

La costellazione dei Cani da Caccia contiene un ammasso globulare di stelle, M3, e una bella galassia a spirale, M51, che si chiama il Mulinello. M51 fu la prima galassia scoperta dall'astronomo irlandese Lord Rosse nel 1845 della quale si notò la forma a spirale. Consiste in una galassia più grande che quasi si scontra con una più piccola.


Canis major ( Cane maggiore )
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Il Cane Maggiore (in latino Canis Major) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 costellazioni moderne.
Secondo il mito rappresenta uno dei cani che seguono il cacciatore Orione (il quale ha una costellazione a lui dedicata, Orione), assieme al Cane Minore.

Il Cane Maggiore contiene due stelle da primato: Sirio, la più luminosa del cielo notturno, che fa anche parte del Triangolo Invernale e VY Canis Majoris la più grande finora conosciuta.

Il Cane Maggiore è visibile nel cielo serale nei mesi compresi fra dicembre e aprile, coincidenti nell'emisfero boreale al periodo dell'inverno e dell'autunno; pur non essendo una costellazione molto estesa (ricopre solo 380 gradi quadrati di volta celeste), la sua individuazione in cielo è abbastanza semplice, grazie alla presenza della brillante stella Sirio, che rappresenta il naso (o la bocca) del cane. Per individuare Sirio, qualora la sua elevata luminosità non fosse sufficiente, si può sfruttare un asterismo molto noto e immediatamente riconoscibile: la Cintura di Orione.

Prolungando verso sud-est la linea ideale che unisce le tre stelle della cintura si incontra Sirio; la stella è inoltre riconoscibile perché costituisce il vertice meridionale di un altro grande asterismo, noto nell'emisfero boreale col nome di Triangolo invernale, formato, oltre a Sirio, dalle brillanti stelle Procione (α Canis Minoris) e Betelgeuse, la rossa α Orionis. Il resto della costellazione si estende a sud di Sirio, seguendo parallelamente la linea della Via Lattea australe, fino agli oltre 30° di declinazione sud.
Stelle principali

  • Sirio (α Canis Majoris) è la stella più importante della costellazione, nonché la più luminosa di tutto il cielo: ha una magnitudine apparente di -1,46 ed è anche una delle stelle più vicine (8,8 anni luce dal Sole). La sua gelida luce bianco-azzurra risplende nelle notti invernali, vicino ad altre stelle dal colore simile, quasi a formare quella che fu definita da Nicolas Louis de Lacaille "una raccolta di diamanti celesti che brillano in cielo sfavillando nelle notti più terse[1]". I più potenti telescopi mostrano che vicino a Sirio è posta una stellina molto più debole (magnitudine 8,7), tanto da essere difficilmente percepibile nel bagliore dell'ingombrante compagna. Questa stellina, chiamata Sirio B, è stata una delle prime nane bianche ad essere scoperte. Secondo la tradizione, fu il figlio dell'ottico Clark a vederla per prima nel 1862, puntando uno strumento appena costruito dal padre verso Sirio[2]. L'esistenza di Sirio B, tuttavia, era già stata prevista teoricamente, dal momento che Sirio si sposta in cielo oscillando regolarmente con un periodo di 50 anni[3]. Tali oscillazioni venivano spiegate supponendo che esistesse un corpo orbitante attorno alla stella: Sirio B è proprio il corpo responsabile di questo movimento.
  • Mirzam (β Canis Majoris), di magnitudine 2, il cui nome significa "l'Annunciatore" poiché al levarsi della costellazione precede la più luminosa Sirio. Mirzam è una stella blu caldissima, la cui luminosità oscilla in modo impercettibile per l'occhio umano, tra magnitudine 1,99 e 2,01, in un periodo brevissimo: 1 ora. Rispetto a Sirio è molto più lontana, essendo posta a 550 anni luce, ma rispetto a questa ha una magnitudine assoluta molto più elevata: se Sirio e Mirzam fossero poste alla stessa distanza, quest'ultima sarebbe ben più luminosa.
  • Adhara (ε Canis Majoris) di magnitudine 1,5, il cui nome significa "le vergini", è una luminosissima supergigante blu, che possiede una compagna di magnitudine 7,8 la cui visibilità è ostacolata dalla luminosità della componente principale. Tuttavia, la coppia può essere risolta con uno strumento di 75 mm di diametro. Inoltre, la stella varia leggermente tra le magnitudini 1,49 e 1,53. Queste leggerissime oscillazioni di magnitudine sono ancora un mistero per gli astronomi ma si pensa che Adhara potrebbe avere una terza, debolissima compagna, causa di quelle oscillazioni. A dare grattacapi agli studiosi non è tanto la variazione di luminosità, ma il periodo: cinque settimane, periodo decisamente troppo lungo[4].

Stelle doppie

Un'interessante binaria è Zeta (ζ), chiamata anche Furud. Vista ad occhio nudo, rivela una magnitudine pari a 3 ma osservata con un binocolo od un modesto telescopio, si scopre una piccola compagna, di magnitudine intorno alla settima. Il sistema è posto a 336 anni luce dalla Terra e l'orbita delle due stelle l'una intorno all'altra è di poco superiore ai due anni. Invece, la coppia formata da Omicron 1 ed Omicron2 è solo apparente, essendo la seconda, che tra l'altro è una delle stelle con la magnitudine assoluta più alta, molto più distante.

Due sistemi doppi ed una stella singola portano il nome N

u. Nu1 (lontana 277 a.l.) è una gigante gialla di magnitudine 5,7 con una piccola stella gialla simile al Sole di magnitudine 7,7. Simile è Nu2 (65 anni luce), però molto più luminosa (magnitudine 4). Nu3 è una gigante arancione di magnitudine 4,4 con una piccola compagna di ottava magnitudine.

Anche Xi è una coppia apparente. Xi1 è una subgigante blu distante 2050 anni luce e di magnitudine 4,3, mentre Xi2 è una nana rossa di sequenza principale che ha una magnitudine di 4,6 cui la relativa vicinanza (410 anni luce) contribuisce non poco.

Stelle variabili

Nel Cane Maggiore ci sono alcune stelle variabili interessanti, tutte portanti identificate con la Nomenclatura di Flamsteed.

Altre stelle

Tra le altre stelle del Cane Maggiore, pare che Gamma (γ), di magnitudine 4,1, chiamata Muliphein, abbia cambiato luminosità nel corso dei secoli, attraversando periodi in cui era ben più luminosa di oggi, mentre in altri tempi pare si sia resa addirittura invisibile all'occhio umano.

  • Anche Iota, gigante blu distante 3100 anni luce, varia leggermente la propria luminosità, tra 4,36 e 4,4.
  • Wezen (δ) è una supergigante bianca, che ha una magnitudine di 1,8, ma non grandi attrattive al di fuori del fatto di essere una stella variabile, cosi come Eta (η) o Aludra.
  • Omega appartiene ad una classe di variabili (le variabili Gamma Cassiopeiae) poco comune. Varia tra magnitudine 3,6 e 4,2 in un giorno.
  • La già citata VY Canis Majoris è la stella più grande conosciuta: larga 2100 volte il Sole, se sostituito alla nostra stella i suoi strati arriverebbero a Saturno.

Oggetti del profondo cielo

Essendo posto in una porzione di cielo vicina alla Via Lattea, il Cane Maggiore è abbastanza ricco di oggetti del profondo cielo.

Sebbene non abbondino gli oggetti galattici particolarmente luminosi, entro i confini della costellazione si trovano due ammassi aperti degni di nota, facilmente osservabili anche con telescopi amatoriali: sono gli ammassi aperti M41 e NGC 2362; il primo è talmente luminoso che in condizioni favorevoli, cioè in notti limpide e senza Luna, e osservato lontano da aree afflitte da inquinamento luminoso, può essere osservato ad occhio nudo; pare infatti che fosse già noto nell'antichità diversi secoli prima dell'invenzione del telescopio. Esso è composto da circa 100 stelle, poste a più di 2000 anni luce dalla Terra. Ha una magnitudine di 4,5. NGC 2362 necessita invece di un telescopio per essere scorto; lo si rintraccia con facilità intorno alla stella Tau, che è forse parte dell'ammasso. Meno ricco di M41, è formato da circa 50 stelle a 5000 anni luce da noi. Ha una mgnitudine intorno alla 4[5]. Fra gli altri ammassi aperti vi sono NGC 2384, posto a 6500 anni luce dal nostro pianeta, vagamente simile ad una farfalla, alla portata di un binocolo; NGC 2360 è invece di decima magnitudine ed è visibile con un piccolo telescopio. NGC 2354, distante 6000 anni luce e composto di stelle con magnitudine intorno alla nona, si vede facilmente con un binocolo di media grandezza.

Fra le nebulose, l'unica alla portata di telescopi amatoriali è la piccola NGC 2359, nebulosa diffusa a forma di "Q", che in fotografie ottenute dopo una lunga posa appare assai bella. Nel sud della costellazione si può osservare una regione della nostra Galassia in cui la formazione stellare è molto intensa, il vasto complesso nebuloso molecolare di Sh-2 310.
Fra le galassie, spiccano le due galassie interagenti NGC 2207 e IC 2163, non tanto per la loro luminosità, quanto per il fatto che stanno subendo una reciproca fusione, che potrebbe portare alla nascita di una sola galassia ellittica. Le altre due galassie maggiormente degne di nota di questa costellazione sono NGC 2217 e NGC 2280, l'una spirale barrata, l'altra spirale semplice. NGC 2217 dista circa 60 milioni di anni luce e ha 10,4 come magnitudine apparente. Si trova presso la stella ζ. NGC 2280 è molo più vicina (32 milioni di anni luce), è vicina alla stella ε ed ha una magnitudine pressoché uguale alla precedente. Inoltre, nella costellazione, è presente la galassia satellite più vicina alla Via Lattea: la Galassia Nana Ellittica del Cane Maggiore, distante 42.000 anni luce dalla nostra galassia, e membro anch'essa del Gruppo Locale.

Capricornus ( Capricorno )
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Il Capricorno (in latino Capricornus) è una costellazione dello zodiaco; si trova fra il Sagittario ad ovest e l'Acquario a nord e ad est.
Questa costellazione è una delle più deboli fra quelle dello zodiaco, dopo i Pesci e il Cancro; le sue stelle più brillanti si trovano in un triangolo i cui vertici sono Algedi (α Capricorni), Deneb Algedi (δ Capricorni) e Omega Capricorni (ω Capricorni). Il periodo più propizio per la sua osservazione va dalla fine dell'estate boreale alla metà dell'autunno, dall'emisfero boreale, mentre da quello australe, dove per altro la costellazione si trova, è ben osservabile burante buona parte dell'anno, ad eccezione dell'estate australe.
Stelle principali
δ Capricorni (Deneb Algedi) è la stella primaria; si tratta di un astro bianco di magnitudine 2,85, relativamente vicino a noi (dista 39 aanni luce). Costituisce l'estremità nordorientale della costellazione.

β Capricorni (Dabih) è una stella bianca di magnitudine 3,05, distante 344 anni luce; è una stella multipla e si trova nella parte occidentale.

α Capricorni (Algedi) è una celebre stella doppia: le due componenti primarie, α1 Cap e α2 Cap, entrambe gialle e rispettivamente di magnitudini 4,30 e 3,58, sono separabili anche con un piccolo binocolo; al telescopio si scopre poi che entrambe le componenti sono a loro volta doppie. In realtà le due componenti primarie non sono una coppia fisicamente legata, in quanto α² dista 109 anni luce e α¹ ben 686.

γ Capricorni (Nashira) è una stella bianca di magnitudine 3,69, distante 139 anni luce.
Oggetti del profondo cielo
La costellazione offre pochi oggetti del profondo cielo: in parte ciò è dovuto all'assenza della Via Lattea, in parte perché le galassie in quest'area di cielo sono tutte più o meno remote e poco luminose, fuori dalla portata di strumenti amatoriali.

Un ammasso globulare non è sfuggito all'occhio attento di Charles Messier, e viene catalogato con la sigla M30; si individua nella parte sud-orientale della costellazione, senza difficoltà. Le galassie visibili in questa parte di cielo sono in massima parte remote .

Carena ( Carina )
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La Carena (in latino Carina) è una costellazione meridionale, che faceva parte dell'antica costellazione della Nave Argo.
La Carena è una costellazione di medie dimensioni, al di sotto dell'orizzonte nelle regioni temperate boreali. Si tratta infatti di una tipica costellazione australe: può essere osservata per intero solo a partire dal quindicesimo parallelo nord. È facilmente individuabile grazie alla brillantissima stella Canopo, una gigante gialla seconda in luminosità solo a Sirio. Canopo si trova all'estremità occidentale della costellazione, ed è anche la sua stella più settentrionale, tra quelle visibili ad occhio nudo; ad est le stelle ε Carinae e ι Carinae sono immerse nella Via Lattea. Nell'estremità orientale, spicca la stella θ Carinae, circondata da un folto gruppetto di stelline, e la luminosa Miaplacidus, la stella β della costellazione.

La Carena è una costellazione estremamaente interessante. La sua parte nordorientale giace sulla Via Lattea in un suo campo particolarmente intenso, ricco di stelle e di oggetti di ogni genere. Le stelle ε e ι Carinae formano, con le più settentrionali δ e κ Velorum, un asterismo noto come Falsa Croce, perché spesso confuso con la vera Croce del Sud.
Stelle principali

  • La stella principale della costellazione è Canopo (α Carinae, Canopus in Latino), la seconda stella più luminosa del cielo; la prima è Sirio, la terza è Rigil Kentaurus (o Toliman). Si individua circa 35° a sud della stessa Sirio, ad ovest della scia luminosa della Via Lattea australe.
  • Miaplacidus (β Carinae) è la seconda stella più luminosa della costellazione, ed è la ventinovesima stella più luminosa del cielo notturno, con una magnitudine apparente di +1,68; rispetto a Canopo si trova dalla parte opposta della costellazione.
  • La stella Aspidiske (ι Carinae, nota anche come Turais) è una stella bianca di magnitudine +2,21, sul bordo della Via Lattea.
  • La stella η Carinae (nota anche come Foramen), ora invisibile ad occhio nudo, è stata per lungo tempo una delle stelle più brillanti del cielo; si trova all'interno della Nebulosa di Eta Carinae, in uno dei tratti più brillanti della Via Lattea.

La nomenclatura stellare segue quella assegnata alla costellazione della Nave Argo: le stelle α e β Carinae sono effettivamente le stelle α e β dell'Argo navis. Mancano le stelle γ e δ, ma sono presenti la ε, la η (che una volta era ben più luminosa di adesso), la θ e la ι, terminando infine con la υ, la χ e la ω. Seguono diverse lettere latine, anch'esse secondo l'assegnazione data alla costellazione della Nave Argo.

Entro i confini con la Carena si trova uno dei tratti di Via Lattea più brillanti e ricchi dell'intera volta celeste; la costellazione perciò abbonda di oggetti del cielo profondo appartenenti alla nostra Galassia, come ammassi e nebulose. Il fatto che però sia anche uno dei tratti più meridionali della Via Lattea, fa sì che sia visibile solo dalle regioni dell'emisfero australe, più la fascia tropicale di quello boreale.

Tra gli innumerevoli ammassi aperti, il più notevole è senza dubbio quello noto come Pleiadi del Sud (Southern Pleiades - IC 2602); la stella principale è la θ Carinae, azzurra, di magnitudine 2,7, circondata da un gruppetto di stelle di quinta che le conferiscono un aspetto caratteristico e inconfondibile. Di grande interesse per gli astrofili è pure un altro ammasso, NGC 3532, ben visibile anch'esso ad occhio nudo, giacente nel tratto più ricco della Via Lattea e soprannominato talvolta Ammasso pozzo dei desideri per la somiglianza ad un grande insieme di monete come quelle che si trovano sul fondo di un pozzo dei desideri. Poco ad ovest si trova pure l'ammasso NGC 3293, circondato sul lato NW da una nebulosa.
A breve distanza da questi, sul bordo meridionale della Via Lattea, si trova il ricco ammasso NGC 3114, visibile ad occhio nudo e risolvibile in stelle anche con piccoli strumenti; a sud ovest della Falsa Croce si trova invece NGC 2516, altro brillante ammasso.


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La Nebulosa Eta Carinae (Nebulosa della Carena , sopra )
È presente pure un ammasso globulare, NGC 2808, uno dei più compatti che si conoscano.

Tra le Nebulose diffuse, spicca la grande Nebulosa della Carena (NGC 3372): posta al centro del ramo brillante della Via Lattea del sud, è la nebulosa diffusa più brillante dell'intera volta celeste, più luminosa pure della ben più famosa Nebulosa di Orione; ben visibile ad occhio nudo, in un semplice binocolo già si evidenziano alcune delle sue strutture più importanti, come una banda oscura che la attraversa da est ad ovest. La stella η Carinae si trova al suo interno.

Tra le galassie, si segnala la presenza, poco a nord-est di Canopo, della Galassia nana della Carena, una galassia satellite della nostra Via Lattea.

Cassiopeia ( Cassiopea )

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Cassiopea (in latino Cassiopeia) è una costellazione settentrionale, raffigurante Cassiopea, la leggendaria regina di Etiopia. È una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.
Se osservassimo il Sole da Alfa Centauri, la stella più vicina, esso apparirebbe in Cassiopea.
È una delle costellazioni più caratteristiche e più riconoscibili del cielo settentrionale. Poiché è molto vicina al polo nord celeste, rimane visibile nel cielo per tutta la notte in tutta la fascia temperata dell'emisfero boreale (una tale costellazione viene detta circumpolare); nell'emisfero australe è visibile solo dalle zone tropicali. Rispetto al polo nord celeste, si trova opposta al Grande Carro: nell'emisfero boreale, quando Cassiopea è alta nel cielo, il Grande Carro è basso sull'orizzonte.

Cassiopea ha un'estensione di 598 gradi quadrati. Facilmente riconoscibile per la sua forma a W o a M, a seconda delle stagioni, essa si incastra fra Cefeo e Andromeda quasi in piena Via Lattea e perciò molto ricca di stelle.

Cassiopeia è spesso usata come indicatore del tempo siderale: la stella più brillante in cima alla W, β Cassiopeiae, chiamata Caph, si trova quasi perfettamente a zero ore di Ascensione Retta, e quindi una linea tracciata tra la Polare e β Cas passerà vicino all'equinozio di primavera. L'angolo orario di questa linea è uguale al tempo siderale. Quindi, quando β Cas si trova sul meridiano direttamente sopra il polo il tempo siderale è zero, quando è sul meridiano opposto il tempo siderale segna 12 ore, eccetera.

Stelle principali

  • γ Cassiopeiae è una stella variabile peculiare. La luminosità varia da 1,6 a 3 magnitudini. Si pensa che γ Cas sia una stella binaria contenente una stella di tipo Be (vedi classificazione stellare) e una stella di neutroni. È la stella binaria a raggi X più brillante del cielo, e nessun'altra binaria a raggi X può essere vista a occhio nudo.
  • α Cassiopeiae, detta anche Shedir o Schedar, ha magnitudine 2,3 ed è di colore arancione;
  • β Cassiopeiae, nota anche come Caph, è una stella gialla di magnitudine 2,28, distante da noi appena 54 anni luce; Caph ha una temperatura superficiale di 7.000°, quindi di poco superiore al nostro Sole. E' pertanto una delle stelle brillanti più vicine a noi.
  • δ Cassiopeiae o Ruchbah, è una stella bianca di magnitudine 2,66; dista 99 anni luce.
  • ε Cassiopeiae (Segin), è la stella meno luminosa della "W", essendo di magnitudine 3,35; dista 442 anni luce.
  • η Cassiopeiae (Achird) è una stella doppia scoperta da Herschel. La principale è una gialla di magnitudine 3,4, mentre la compagna è una rossa di 7,2 mg. Attualmente sono separate da 12,6 secondi d’arco.

Tra la altre stelle, è da notare ρ Cassiopeiae, una stella ipergigante gialla 550.000 volte più luminosa del Sole; con la sua magnitudine assoluta pari a -8,25, è una delle stelle più brillanti conosciute della Via Lattea.

Cassiopea ospitò nel 1572 la supernova di Tycho Brahe, ed è anche la residenza di Cassiopeia A, la più forte radiosorgente del cielo (dopo il Sole). Cassiopeia A è un resto di supernova, con un'origine datata al 1667. Non si ha notizia che la supernova sia stata osservata.

Tra le stelle variabili, interessante R Cassiopeiae che varia la sua luminosità, passando da 6,9 mg. a 14,4 mg. in 430 giorni circa. AR Cassiopeiae è una binaria a eclisse e dunque oltre che stella doppia è da considerarsi anche variabile, la cui luminosità varia in circa sei giorni.

Oggetti del profondo cielo

Sebbene la Via Lattea attraversi la costellazione di Cassiopea, non è molto brillante in questo tratto, a causa delle polveri interstellari che ce la oscurano; la sua presenza, tuttavia, fa sì che in questa costellazione siano presenti numerosi ammassi stellari, tra i quali due furono catalogati dal Messier.

Il più appariscente di questi è M52, un ammasso aperto con un diametro di 12 primi. Ha magnitudine 8,2 ed è molto giovane. Due gradi ad est di δ Cassiopeiae si trova M103, un ammasso più piccolo. Al contrario, NGC 7789 è molto vecchio e molto esteso, ½ grado; contiene circa 1.000 stelle la sua magnitudine è 9,3. Altri ammassi aperti sono NGC 457 (noto come Ammasso Civetta), a sud di δ Cassiopeiae, e NGC 663.

Tra le nebulose, va citata NGC 7635, nota per avere una struttura a forma di bolla, che per lungo tempo venne scambiata per una nebulosa planetaria; si trova sul confine con Cefeo.

Tra le galassie troviamo NGC 147 e NGC 185 che pur essendo nei confini di Cassiopea, sono compagne di M31 in Andromeda. Sono due ellittiche distanti fra loro 58 primi d’arco e distano da noi 250.000 anni luce.

Secondo recenti studi, in un complesso di nebulose oscure nella parte orientale della costellazione noto come W3, il fenomeno di formazione stellare sarebbe molto attivo; quando le nuove stelle di grande massa saranno formate, emetteranno una gran quantità di radiazione ultravioletta, che illuminerà il complesso di gas e polveri dal quale si sono formate, che diventerà una nebulosa brillante in grado di rivaleggiare in dimensioni e luminosità con la Nebulosa di Orione; questo fenomeno avrà luogo tra circa 100.000 anni.

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