Le 88 costellazioni 2

Centaurus ( Centaruro )
Centaurus.png
Il Centauro (in latino Centaurus, abbreviato in Cen) è una delle 88 costellazioni moderne; faceva già parte dell'elenco di 48 costellazioni redatto da Tolomeo. Si tratta di una delle costellazioni più estese del cielo, ed è visibile per intero dall'emisfero sud o alle basse latitudini settentrionali. Dall'Italia è visibile per metà, mentre la parte attraversata dalla Via Lattea è invisibile.
Il Centauro è un'importante costellazione australe, di notevole estensione e particolarmente luminosa e ricca, grazie alla presenza di alcune fra le stelle più luminose dell'Associazione Scorpius-Centaurus, un gruppo vicino a noi di stelle blu luminose che si muovono assieme nello spazio. Contiene la stella più vicina al Sole, Alfa Centauri, distante 4,3 anni luce, nota anche come Rigil Kentaurus, dall'arabo «piede del centauro»; a occhio nudo appare come la terza stella del cielo per grandezza, ma con un piccolo telescopio si nota che è una stella doppia, formata da due stelle gialle come il Sole. Una terza stella, molto meno brillante, viene chiamata Proxima Centauri (La Vicina del Centauro) perché leggermente più vicina a noi delle altre due. Beta Centauri si chiama Hadar, che in arabo vuol dire «una di due stelle che stanno in coppia». Alpha e Beta Centauri segnano le zampe anteriori del Centauro e fanno da indicatori della Crux, la Croce del Sud, che si trova sotto i suoi quarti posteriori. Il Centauro contiene anche l'ammasso globulare di stelle più grande e più brillante visibile dalla Terra, Omega Centauri.
Stelle principali

  • Rigel Kentaurus (α Centauri), distante 4,3 anni luce dal sistema solare, è nota anche come Toliman. È una stella doppia alla quale Proxima Centauri sembra essere legata gravitazionalmente, e segue immediatamente quest'ultima nella lista delle stelle più vicine alla Terra. La magnitudine apparente integrata delle due componenti è -0,27, che ne fa la terza stella più brillante del cielo ad occhio nudo.
  • Hadar (β Centauri), distante 525 anni luce e di magnitudine 0,61, è nota anche come Agena; si tratta di una gigante azzurra, a sua volta binaria spettroscopica, attorno alla quale orbita una seconda stella a distanza ravvicinata, tanto che fu possibile separarla mediante i telescopi riflettori soltanto nel 1930.
  • θ Centauri, nota anche come Menkent, è una stella arancione di magnitudine apparente 2,06; è una delle stelle più settentrionali della costellazione.
  • γ Centauri (Muhlifain), distante 110 anni luce e di magnitudine apparente 2,20, è una doppia stretta di stelle bianco-azzurre, in orbita reciproca con un periodo di 85 anni.
  • ε Centauri (Birdun), è una stella azzurra variabile pulsante di magnitudine 2,29, distante 376 anni luce.
  • η Centauri (Marfikent), una stella azzurra variabile Gamma Cassiopeiae, di magnitudine media 2,33; dista 308 anni luce.
  • ζ Centauri (Alnair Al Kentauri), è una stella azzurra di magnitudine 2,55, distante 384 anni luce.
  • δ Centauri (Ma Wei), un'altra stella azzurra variabile Gamma Cassiopeiae, di magnitudine 2,58 e distante395 anni luce.

Molte di queste stelle appartengono ad un'unica associazione stellare, l'Associazione Scorpius-Centaurus, un gruppo notevole di stelle azzurre di sequenza principale che possiedono un moto proprio simile e si trovano vicine fra loro.

Tra le altre stelle, è da notare Proxima Centauri, una nana rossa, è la stella più vicina alla Terra dopo il Sole. Un'altra stella interessante è BPM 37093, una nana bianca nel cui nucleo collassato è contenuto un diamante di 1×1034carati, di 4000 km di diametro.
 Oggetti del profondo cielo

La parte più meridionale del Centauro giace sulla Via Lattea australe, ed è perciò ricca di oggetti galattici come ammassi e nebulose. La parte settetrionale ne è invece lontana e vi si possono osservare numerose galassie, in particolare quelle dell'ammasso Hydra-Centaurus, posto a fianco di quello della Vergine, ma più lontano.

Tra gli ammassi aperti, spicca NGC 3766, un ammasso posto ad ovest della Croce del Sud, in un compo molto ricco di stelle di fondo; dalla parte opposta alla Croce, nei pressi di Hadar, si trova il piccolo ma brillante NGC 5281 e NGC 5316, entrambi molto compatti.

Tra gli ammassi globulari spicca indubbiamente ω Centauri, il più luminoso del cielo terrestre. Come si capisce dal suo nome, è talmente luminoso da essere stato scambiato per una stella per molto tempo. L'ammasso non appare brillante solo per la sua vicinanza, ma anche per le sue dimensioni reali: è uno dei più grandi conosciuti, con circa un milione di masse solari. Un altro ammasso globulare è NGC 5286, molto meno appariscente e oscurato da una stella vicina.

La Nebulosa Boomerang è una nebulosa planetaria conosciuta perché è il luogo con la temperatura più bassa conosciuta in natura (1 K). La Planetaria Blu (NGC 3918), presso il confine con la Croce del Sud, è una nebulosa planetaria visibile già in un piccolo telescopio come un piccolo dischetto blu tondeggiante.

Tra le Nebulose diffuse spicca IC 2944, un gruppo di stelle dominato da λ Centauri, con una grande nebulosa di fondo, conosciuta perché contiene al suo interno globuli di Bok.

Tra gli oggetti esterni alla Via Lattea spicca sicuramente Centaurus A (NGC 5128), una galassia peculiare. Con un piccolo telescopio appare come una normale galassia ellittica, ma ad ingrandimenti superiori e con esposizioni fotografiche a lunga posa mostra una fascia equatoriale di polveri oscure, attribuibili alla fagocitazione di una piccola galassia satellite. È una potente sorgente di onde radio. NGC 4945 è una galassia spirale vista quasi di taglio, anch'essa molto appariscente.

Cepheus ( Cefeo )
Cepheus.png
Cefeo (in latino Cepheus) è una costellazione settentrionale raffigurante Cefeo, leggendario re dell'Etiopia, marito di Cassiopea e padre di Andromeda. È una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Può essere individuata con facilità, dall'emisfero boreale, partendo dalla "W" della vicina Cassiopea: individuate le stelle α e β Cas (le prime due dell'asterismo), basta prolungare la linea congiungente le due stelle per circa 5 volte in direzione ovest, fino a trovare una stella bianca di seconda magnitudine, la α Cephei.

Cefeo è una costellazione di dimensioni medio-grandi, attraversata dalla Via Lattea nelle sue regioni meridionali e ricca di campi stellari; è, dopo la costellazione dell'Orsa Minore, la più settentrionale della volta celeste, in quanto la sua punta più a nord dista 85' d'arco dal Polo Nord celeste. Tra circa 200 anni, la Precessione degli equinozi farà sì che questo ricada entro i confini di Cefeo.
Stelle principali

  • α Cephei (Alderamin) è una stella bianca di magnitudine 2,45; è caratterizzata da un'elevata velocità di rotazione. Dista solo 49 anni luce.
  • γ Cephei (Alrai) è una stella arancione di magnitudine 3,21 e distante 45 anni luce; è anche una stella doppia, dove la componente A possiede un pianeta.
  • β Cephei (Alfirk) è una stella azzurra di magnitudine 3,23 e distante 595 anni luce; è il prototipo di una particolare classe di variabili, note come variabili Beta Cephei, stelle pulsanti in via di fuoriuscita dalla sequenza principale.
  • η Cephei (Al Agemim) è una stella arancione di magnitudine 3,41, distante 47 anni luce.

Tra le altre stelle, è da ricordare per la sua importanza la stella δ Cephei (Al Radif), famosa per essere il prototipo di un'importantissima classe di variabili note come variabili cefeidi; queste stelle possiedono una relazione tra la variazione di luminosità, la magnitudine assoluta e il tempo di pulsazione, il che le rende perfette rivelatrici della distanza di galassie lontane in cui queste stelle possono essere osservate.

La stella μ Cephei (Erakis), di quarta magnitudine, è nota anche come La Stella Granata per il suo colore rosso scuro ed è una delle stelle più grandi conosciute.
Oggetti del profondo cielo

Cefeo giace sulla Via Lattea boreale, a nord del Cigno; la sua parte meridionale possiede dunque un gran numero di oggetti appartenenti alla nostra Galassia.

Tra gli ammassi aperti va citato innanzitutto IC 1396, un gruppo di stelle circondato da una vasta nebulosa diffusa, visibile 1 grado a sud della famosa stella μ Cephei, la Stella granata di Herschel. Un altro ammasso aperto notevole è NGC 7160, alcuni gradi a nord del precedente. Al di fuori della scia della Via Lattea, a breve distanza dalla stella Polare, si osserva NGC 188, un ammasso aperto poco noto ma molto appariscente e risolvibile anche con un telescopio amatoriale.

Tra le nebulose planetarie, la più notevole è NGC 40, 5 gradi a SSE della stella γ Cephei; la sua stella centrale, insolitamente luminosa, sta spazzando via i gas della nebulosa che ha creato col suo forte vento stellare.

In Cefeo si trova una delle nubi molecolari giganti del nostro Braccio di Orione, il Complesso nebuloso molecolare di Cefeo; si tratta di una vasta regione di formazione stellare e di associazioni OB, in cui si trova anche la nube IC 1396. Oltre a questo, nella parte più orientale della costellazione, è da notare Sh-2 155, un vasto complesso di nebulose ad emissione intervallato da nebulose oscure.

Le galassie in Cefeo non sono facilmente osservabili, poiché la gran parte di esse sono completamente oscurate dalle nubi oscure del complesso; fra quelle visibili, la più cospicua è NGC 6946, una grande galassia spirale visibile a sud, sul confine con il Cigno; entro i suoi bracci sono state osservate nell'ultimo secolo ben 8 supernovae, l'ultima delle quali nel 2004.


Cetus ( Balena )
Cetus.png
La Balena (in latino Cetus) è una costellazione del cielo australe, posta in una regione popolata da costellazioni relative all'acqua, come l'Acquario, i Pesci ed Eridano.
La Balena è una costellazione di vaste dimensioni, osservabile in particolare nei mesi compresi fra settembre e gennaio; si estende per gran parte nell'emisfero australe, ma è ben osservabile anche dall'emisfero nord. Si individua a sud dell'Ariete e dei Pesci, grazie alla presenza di due stelle di seconda magnitudine: α Ceti (Menkar) e β Ceti (Deneb Kaitos).

La costellazione giace lontano dalla scia luminosa della Via Lattea, dunque è priva di campi stellari di fondo. L'eclittica passa molto vicina a questa costellazione, perciò alcuni pianeti e la Luna possono entrarvi brevemente. L'asteroide 4 Vesta fu scoperto in questa costellazione nel 1827.

Stelle più luminose

  • β Ceti, nota come Deneb Kaitos, è la stella più luminosa: ha una magnitudine di 2,04 ed un colore arancione; si individua con facilità, a sud dei Pesci, grazie anche al fatto che si trova ad essere l'unica stella brillante in quest'area di cielo. La sua distanza è stimata sui 96 anni luce.
  • α Ceti, nota come Menkar, è una stella dal colore rosso vivo (una gigante rossa), di magnitudine 2,54, situata nel gruppo della "testa" della costellazione; dista 220 anni luce.
  • Mira (ο Ceti) è la stella più nota della costellazione; si tratta della prima stella variabile scoperta. Lungo un periodo di 331,65 giorni essa varia dalla magnitudine 2,0 (tra le più luminose di quest'area di cielo e facilmente visibile ad occhio nudo) fino a 10.1 (visibile solo con un telescopio), e ritorna quindi al massimo. La sua scoperta nel 1596 da parte di David Fabricius dette un'altra scossa al dogma dell'immutabilità dei cieli, che sarebbe presto caduto con la rivoluzione copernicana. la sua distanza è stimata sui 418 anni luce.
  • η Ceti (Deneb Algenubi) è una stella arancione di magnitudine 3,46, distante 118 anni luce.
  • γ Ceti (Kaffaljidhmah) è una stella bianca di magnitudine 3,47, situata nel gruppo della "testa"; dista 82 anni luce.

Tra le altre stelle, spicca τ Ceti, la 17esima stella più vicina al Sole; ancora più vicina è Luyten 726-8, al sesto posto, ma non risulta visibile ad occhio nudo.
Oggetti del profondo cielo

La costellazione della balena giace distante dal piano galattico ed è perciò priva dei ricchi campi stellari caratteristici di quelle aree di cielo; questo fatto favorisce l'osservazione del cielo profondo, dove è possibile scorgere numerose galassie.

Tra queste, la più notevole è M77, una galassia spirale dai bracci molto regolari visibile con piccoli telescopi. Un'altra galassia molto appariscente è NGC 247, una delle più vicine al nostro Gruppo Locale, visibile nella parte meridionale della costellazione. IC 1613 ha invece una forma irregolare; è nota soprattutto per la quasi completa assenza di polvere interstellare al suo interno, al punto che risulta essere "trasparente" alla luce delle galassie retrostanti.

NGC 246 è invece una nebulosa planetaria, molto estesa e facilmente individuabile anche con piccoli strumenti grazie alla sua luminosità; è nota anche col soprannome di "Nebulosa Teschio", a causa della sua forma.


Chamamleon ( Camamaleonte )
Chamaeleon.png

Il Camaleonte (in latino Chamaeleon) è una costellazione minore dell'emisfero sud. È stata introdotta da Johann Bayer nel suo lavoro Uranometria del 1603, ma è forse stata definita alcuni anni prima. È oggi una delle 88 costellazioni moderne.

È davvero difficile scorgerla in cielo, a causa delle sue esigue dimensioni e le scarsa luminosità delle sue componenti (e si potrebbe qui affermare che il nome della costellazione rispecchi in pieno la sua natura).

Le stelle che compongono questo asteresimo sono tutte di quarta magnitudine o più deboli, cosa che rende dfficile la loro individuazione nel cielo. Per trovarla conviene partire da una costellazione molto più brillante e riconoscibile, la Croce del Sud; seguendo l'allienamento formato dalle stella Alfa e Gamma si arriva in prossimità della stella Gamma del Camaleonte.
Oggetti principali

La stella più luminosa è la α Chamaeleontis, di magnitudine 4,05, che brilla con luce bianca.

Quasi della stessa luminosità, più debole solo per pochi centesimi di magnitudine è γ Chamaeleontis (magnitudine 4,09), una stella arancione posta a 260 anni luce dalla Terra.

Nel camaleonte si trovano delle stelle doppie interessanti: Delta è costituita da due oggetti, chiamati Delta 1 (magnitudine 5,5) e Delta 2 (magnitudine 4,5) che però non mostrano di essere legati gravitazionalmente, essendo poste rispettivamente a 370 e 550 a.l. dalla Terra.

ε Chamaeleontis è un'altra coppia, più difficile da separare (richiede un telescopio con almen 7 cm di diametro); le magnitudini sono 5,5 e 6,3.

Cha 110913-773444 è una delle stelle più piccole che si conoscano (è una sub-nana bruna) ma è interessante in quanto pare essere circondata da un disco protoplanetario. Oggetti del cielo profondo

Non si segnalano oggetti interessanti: l'unico notevole è una nebulosa planetaria, NGC 3195, posta tra le stelle Delta e Zeta, in prossimità del confine sud della costellazione.

Circinus ( Compasso )
Circinus.png
Il Compasso (in latino Circinus, abbreviato in Cir) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una piccola costellazione dell'emisfero meridionale, posta ad una declinazione compresa tra -55° e -70°. È dunque invisibile dalle latitudini italiane. La si può comunque trovare con grande facilità, subito a oriente della stella Alfa Centauri.
La α Circini è una stella doppia la cui primaria è la più luminosa della costellazione. Si trova a 54 anni luce dal Sole, e la secondaria, di magnitudine 8,6, è risolvibile solo con un telescopio.
Nonostante la presenza della Via Lattea, date le dimensioni ridotte della costellazione, gli oggetti non stellari non abbondano. Si può segnalare solo l'ammasso aperto NGC 5823, sul confine con il Lupo, parzialmente risolvibile con un binoccolo o con piccoli strumenti.

Columba ( Colomba )
Columba.png
La Colomba (in latino Columba, abbreviazione Col, genitivo Columbae), è una piccola costellazione poco a sud del Cane Maggiore e della Lepre.
È identificabile grazie alla sua stella principale, Phact (α Columbae), una gigante azzurra di magnitudine 2,65; le stelle dei dintorni seguono un andamento zigzagante che ricordano vagamente un uccello in volo.
Oggetti del profondo cielo
L'oggetto più notevole è NGC 1851, un ammasso globulare molto concentrato visibile a sud-ovest.

Chioma di Berenice
Coma-Berenices.png
La Chioma di Berenice (in latino Coma Berenices) è una delle 88 costellazioni moderne. Generalmente, la si attribuisce all'astronomo Tycho Brahe. Si trova vicino al Leone.

La stella più luminosa della Chioma di Berenice (α Comae Berenices) si chiama Diadem. Rappresenta la gemma nella corona di Berenice.

β Comae Berenices è di poco più luminosa del nostro Sole, il che ci dà un'idea di quanto debole apparirebbe il Sole ad una distanza di soli 27 anni luce, che astronomicamente parlando è dietro l'angolo.
Oggetti del profondo cielo

La maggior parte delle stelle della Chioma di Berenice formano un ammasso aperto che non è riportato sulla maggior parte dei cataloghi, perché è sparso su un'ampia regione larga più di 5 gradi, vicino a γ Comae Berenices. Questo ammasso è a volte chiamato Mel 111.

L'ammasso della Chioma è un enorme ammasso di galassie con più di mille membri. Fra le galassie principali, vi sono M88, M91, M98, M99 e M100.

Corona Australis ( Corona Australe )
Corona-Australis.png
La Corona Australe (in latino Corona Australis, abbreviata in CrA) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una delle 48 costellazioni originariamente elencate da Tolomeo. Secondo una leggenda rappresenta la corona indossata dal centauro Sagittario.


Corona Borealis ( Corona Boreale )
Corona-Borealis.png
La Corona Boreale (in latino Corona Borealis) è una piccola costellazione dell'emisfero nord, le cui stelle principali formano un arco semicircolare. È una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.


Corvus ( Corvo )
Corvus.png

Il Corvo (in latino Corvus) è una piccola costellazione meridionale, con solo 11 stelle visibili ad occhio nudo (cioè più brillanti della magnitudine 5,5). È una delle 88 costellazioni moderne, ed era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo
Oggetti del profondo cielo

Il Corvo non contiene oggetti del catalogo di Messier. Le due galassie NGC 4038 and NGC 4039, in collisione tra loro, formano un famoso oggetto: le Antenne, visibili solo con potenti telescopi.



Crater ( Cratere )
Crater.png

Il Cratere (in latino Crater, "coppa") è una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. Si dice che rappresenti la coppa di Apollo.

È una costellazione molto debole: nessuna delle sue stelle supera la quarta magnitudine. Ciò significa che è virtualmente invisibile da ogni cielo cittadino, e che può essere difficile da osservare anche da cieli bui.


Crux ( Croce del Sud )
Crux.png
La Croce del Sud (in latino Crux, "croce"; così chiamata in contrasto con la Croce del Nord, la costellazione del Cigno), è la più piccola delle 88 costellazioni moderne, ma anche una delle più famose. È circondata da tre lati dal Centauro, mentre a sud si trova la piccola Mosca.

La costellazione della Croce del Sud è una delle più brillanti e caratteristiche del cielo australe: la sua stella principale, Acrux, è la tredicesima stella più brillante del cielo; la costellazione si osserva per intero a sud del 27° parallelo nord, mentre dall'emisfero sud è circumpolare nelle sue regioni temperate: in queste zone si può affermare che la Croce del Sud fa da controparte australe all'asterismo del Grande Carro, in quanto è visibile in tutte le notti dell'anno e consente di individuare il polo sud celeste.

Infatti, dato che il Polo Sud celeste manca di una stella brillante che lo marchi, come fa la Stella Polare con il Polo Nord (Sigma Octantis è la più vicina, ma è così debole da essere inutile), due delle stelle della Croce del Sud (α e γ, Acrux e Gacrux rispettivamente) sono normalmente usate per trovarlo. Seguendo la linea definita da queste due stelle per approssimativamente 4,5 volte la distanza tra di loro porta ad un punto molto vicino al Polo Sud celeste.

Alternativamente, si può costruire una linea tra α Centauri e Achernar (α Eridani), una stella situata alla medesima declinazione, ma opposta rispetto al Polo Sud Celeste: il punto dove questa linea interseca la linea precedente corrisponde col Polo Sud Celeste.

La costellazione giace sulla Via Lattea australe, in un tratto molto brillante, sulla quale si sovrappone. a sud-est, una nebulosa oscura nota come Sacco di Carbone; le sue stelle più brillanti (ad eccezione di γ Crucis) fanno parte di un'associazione stellare nota come Associazione Scorpius-Centaurus.

Stelle principali

  • Acrux (α Crucis) è la stella più brillante; si tratta di una stella azzurra di magnitudine integrata pari a 0,77, ossia equivalente ad Altair; in realtà è una stella doppia composta da due astri di magnitudine 1,4 e 2,09. Si tratta inoltre della stella brillante più meridionale di tutte, avendo declinazione -63°. Il sistema dista da noi 321 anni luce.
  • Mimosa (β Crucis) è una stella azzurra di magnitudine 1,25, la ventesima stella più luminosa del cielo; si tratta di una variabile pulsante con oscillazioni minime. la sua distanza è stimata sui 352 anni luce.
  • Gacrux (γ Crucis) è una stella dal colore rosso vivo, che contrasta fortemente col colore azzurro delle altre stelle brillanti della costellazione; di magnitudine 1,59, costituisce il vertice più settentrionale della croce. A differenza delle altre stelle brillanti vicine, questa stella non appartiene all'Associazione Scorpius-Centaurus, ma vi si trova in primo piano: la sua distanza è infatti stimata sugli 88 anni luce da noi, e possiede anche un moto proprio relativamente elevato, in direzione WNW.
  • δ Crucis è la stella meno brillante del quartetto disposto a croce; è una stella azzurra di magnitudine 2,79, distante 364 anni luce.
  • ε Crucis è una stella di colore arancione, di magnitudine 3,59; conferisce alla costellazione un aspetto caratteristico, sulla linea di congiunzione fra Acrux e δ Crucis. La sua distanza è stimata sui 228 anni luce.

Tra le altre stelle, è da notare HD 108147, una stella di settima magnitudine nota per avere un sistema planetario.

Oggetti del profondo cielo

La costellazione, come detto, giace sulla Via Lattea; questo fa sì che entro i suoi confini siano ben visibili diversi oggetti del profondo cielo interni alla nostra Galassia.

La Nebulosa Sacco di Carbone è la più prominente nebulosa oscura del cielo, ben visibile ad occhio nudo come una toppa scura in questo tratta di Via Lattea, poco ad est della stella Acrux.

Un altro oggetto è l'ammasso aperto NGC 4755. Conosciuto come Ammasso di Kappa Crucis, fu scoperto da Nicolas Louis de Lacaille nel 1751. Si trova ad una distanza di circa 7.500 anni luce, e consiste di circa 100 stelle azzurre sparse su un'area larga 20 anni luce, sulle quali domina una stella rossa che contrasta con le altre e che conferisce all'ammasso il nome ancor più noto di Scrigno di Gioielli. Un altro ammasso aperto facilmente rintracciabile è NGC 4609, visibile ad est di Acrux, sul bordo occidentale del Sacco di Carbone.

Cygnus ( Cigno )

Il Cigno (in latino Cygnus) è una costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 moderne costellazioni. A causa della disposizione delle sue stelle principali, è a volte chiamato la Croce del Nord (in contrasto con la Croce del Sud).

La forma dell'uccello si estende sulla Via Lattea estiva, volando verso sud.

Quella del Cigno è una costellazione brillante e di grandi dimensioni; si tratta di una delle figure più tipiche dell'emisfero boreale, disposta lungo la Via Lattea, in un suo punto molto ricco e in cui questa appare divisa in due da una serie di nebulose oscure note come Fenditura del Cigno. La sua forma, ben riconoscibile nei cieli da giugno a novembre, ricorda una grande croce, con l'asse maggiore formato dalle stelle Deneb e Albireo, e l'asse minore formato da Gienah e Rukh; il punto di intersezione delle assi è la stella Sadr.

La parte settentrionale della costellazione si presenta mw-redirect" title="Circumpolare" href="http://srv04.admin.over-blog.com/wiki/Circumpolare">circumpolare a nord del 35° parallelo nord, mentre Deneb non tramonta mai oltre i 44°N; la costellazione pertanto è una delle dominanti in assoluto per gli osservatori dall'emisfero nord. Dall'emisfero sud invece resta molto bassa sull'orizzonte settentrionale, mostrandosi completamente solo nella fascia più calda della zona temperata.

Stelle principali [modifica]

  • Deneb, α Cygni, è una stella di prima grandezza, nonostante la sua notevole distanza (stimata in circa 1.800 anni luce). Si tratta quindi di una stella intrinsecamente molto brillante, circa 60.000 volte più luminosa del Sole. Se fosse posta alla stessa distanza di Sirio, la stella più luminosa del cielo, brillerebbe quasi quanto la Luna. Questa supergigante blu forma la coda del cigno, la parte più settentrionale della Croce del Nord, e uno dei vertici del cosiddetto Triangolo Estivo.
  • Sadr, γ Cygni, è una stella gialla di magnitudine apparente 2,23; nei suoi dintorni è presente un vastissimo complesso di nebulose, mentre a sud di questa stella si estende un ricco campo stellare della Via Lattea.
  • Gienah, ε Cygni, una stella arancione di magnitudine apparente 2,48 che forma l'ala orientale del Cigno.
  • Rukh, δ Cygni, di magnitudine apparente 3,01, una stella tripla di colore azzurro, l'ala occidentale del Cigno; la sua magnitudine complessiva apaprente è 2,86.
  • Albireo, β Cygni, è il becco del cigno. È una delle stelle doppie più belle del cielo, una stella giallo dorato facilmente separabile dalla sua compagna blu con un piccolo telescopio.

Tra le altre stelle, appare interessante 61 Cygni. È una delle stelle più vicine a noi, distante solo 11,4 anni luce. Mostra uno dei moti propri più alti, ed è stata una delle prime stelle di cui si riuscì a misurare la distanza.

La stella 16 Cygni B ha un sistema planetario con un pianeta confermato, con un massa di 1,5 volte quella di Giove.

Nei confini del Cigno si trova anche la sorgente a raggi X Cygnus X-1, che è considerato uno dei migliori candidati buchi neri.

Oggetti del profondo cielo

La Via Lattea percorre per intero la costellazione del Cigno; tra le stelle Deneb e γ Cygni questa è oscurata da un complesso sistema di nubi, il quale poi percorre la Via Lattea verso sud dividendola in due parti nei pressi dell'equatore galattico; questa "spaccatura" viene chiamata Fenditura del Cigno. Nel Cigno quindi sono visibili molti ammassi aperti e nebulose.

Tra i primi, due furono osservati dal Messier; il primo fu M29, il più piccolo, visibile 1,5 gradi a sud di γ Cygni, il secondo M39, a nord-est di Deneb e al limite della visibilità ad occhio nudo. Altri ammassi importanti sono NGC 6871, a sud di γ Cygni, e IC 5146, noto come Nebulosa Bozzolo a causa della presenza di una nebulosa oscura. Vale la pena di esplorare i ricchi campi stellari a sud di γ Cygni, per la presenza di innumerevoli piccoli ammassi.

Tra le nebulose, spicca NGC 7000, la Nebulosa Nord America, che si trova poco a est di Deneb. La sua somiglianza con il continente nordamericano si nota più sulle fotografie che nell'osservazione visuale, che è estremamente difficile. Per poterla osservare visualmente è necessario un cielo buio d'alta montagna e un buon binocolo. Viste particolarmente acute unite ad un cielo non toccato dall'inquinamento luminoso possono scorgerla anche ad occhio nudo. La Nebulosa Velo è un altro oggetto straordinario, ma poco visibile, sul confine con la Volpetta. Oltre la Fenditura del Cigno, a una distanza di 5500 anni luce da noi, si trova una delle strutture nebulose più estese e massicce della nostra Galassia, il Complesso nebuloso molecolare del Cigno; la sua luce nella nostra linea di vista è fortemente oscurata, infatti se fosse chiaramente visibile sarebbe l'area più ricca di nebulose e più intensamente popolata da stelle brillanti della volta celeste.

Tra gli oggetti al di fuori della Via Lattea, va citata la bellissima NGC 6946, una grande galassia spirale barrata, posta sul confine con Cefeo.



Cygnus ( Cigno ) 

Cygnus.png

Il Cigno (in latino Cygnus) è una costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 moderne costellazioni. A causa della disposizione delle sue stelle principali, è a volte chiamato la Croce del Nord (in contrasto con la Croce del Sud).

La forma dell'uccello si estende sulla Via Lattea estiva, volando verso sud.

Quella del Cigno è una costellazione brillante e di grandi dimensioni; si tratta di una delle figure più tipiche dell'emisfero boreale, disposta lungo la Via Lattea, in un suo punto molto ricco e in cui questa appare divisa in due da una serie di nebulose oscure note come Fenditura del Cigno. La sua forma, ben riconoscibile nei cieli da giugno a novembre, ricorda una grande croce, con l'asse maggiore formato dalle stelle Deneb e Albireo, e l'asse minore formato da Gienah e Rukh; il punto di intersezione delle assi è la stella Sadr.

La parte settentrionale della costellazione si presenta circumpolare a nord del 35° parallelo nord, mentre Deneb non tramonta mai oltre i 44°N; la costellazione pertanto è una delle dominanti in assoluto per gli osservatori dall'emisfero nord. Dall'emisfero sud invece resta molto bassa sull'orizzonte settentrionale, mostrandosi completamente solo nella fascia più calda della zona temperata.

Stelle principali

  • Deneb, α Cygni, è una stella di prima grandezza, nonostante la sua notevole distanza (stimata in circa 1.800 anni luce). Si tratta quindi di una stella intrinsecamente molto brillante, circa 60.000 volte più luminosa del Sole. Se fosse posta alla stessa distanza di Sirio, la stella più luminosa del cielo, brillerebbe quasi quanto la Luna. Questa supergigante blu forma la coda del cigno, la parte più settentrionale della Croce del Nord, e uno dei vertici del cosiddetto Triangolo Estivo.
  • Sadr, γ Cygni, è una stella gialla di magnitudine apparente 2,23; nei suoi dintorni è presente un vastissimo complesso di nebulose, mentre a sud di questa stella si estende un ricco campo stellare della Via Lattea.
  • Gienah, ε Cygni, una stella arancione di magnitudine apparente 2,48 che forma l'ala orientale del Cigno.
  • Rukh, δ Cygni, di magnitudine apparente 3,01, una stella tripla di colore azzurro, l'ala occidentale del Cigno; la sua magnitudine complessiva apaprente è 2,86.
  • Albireo, β Cygni, è il becco del cigno. È una delle stelle doppie più belle del cielo, una stella giallo dorato facilmente separabile dalla sua compagna blu con un piccolo telescopio.

Tra le altre stelle, appare interessante 61 Cygni. È una delle stelle più vicine a noi, distante solo 11,4 anni luce. Mostra uno dei moti propri più alti, ed è stata una delle prime stelle di cui si riuscì a misurare la distanza.

La stella 16 Cygni B ha un sistema planetario con un pianeta confermato, con un massa di 1,5 volte quella di Giove.

Nei confini del Cigno si trova anche la sorgente a raggi X Cygnus X-1, che è considerato uno dei migliori candidati buchi neri.
Oggetti del profondo cielo 

La Via Lattea percorre per intero la costellazione del Cigno; tra le stelle Deneb e γ Cygni questa è oscurata da un complesso sistema di nubi, il quale poi percorre la Via Lattea verso sud dividendola in due parti nei pressi dell'equatore galattico; questa "spaccatura" viene chiamata Fenditura del Cigno. Nel Cigno quindi sono visibili molti ammassi aperti e nebulose.

Tra i primi, due furono osservati dal Messier; il primo fu M29, il più piccolo, visibile 1,5 gradi a sud di γ Cygni, il secondo M39, a nord-est di Deneb e al limite della visibilità ad occhio nudo. Altri ammassi importanti sono NGC 6871, a sud di γ Cygni, e IC 5146, noto come Nebulosa Bozzolo a causa della presenza di una nebulosa oscura. Vale la pena di esplorare i ricchi campi stellari a sud di γ Cygni, per la presenza di innumerevoli piccoli ammassi.

Tra le nebulose, spicca NGC 7000, la Nebulosa Nord America, che si trova poco a est di Deneb. La sua somiglianza con il continente nordamericano si nota più sulle fotografie che nell'osservazione visuale, che è estremamente difficile. Per poterla osservare visualmente è necessario un cielo buio d'alta montagna e un buon binocolo. Viste particolarmente acute unite ad un cielo non toccato dall'inquinamento luminoso possono scorgerla anche ad occhio nudo. La Nebulosa Velo è un altro oggetto straordinario, ma poco visibile, sul confine con la Volpetta. Oltre la Fenditura del Cigno, a una distanza di 5500 anni luce da noi, si trova una delle strutture nebulose più estese e massicce della nostra Galassia, il Complesso nebuloso molecolare del Cigno; la sua luce nella nostra linea di vista è fortemente oscurata, infatti se fosse chiaramente visibile sarebbe l'area più ricca di nebulose e più intensamente popolata da stelle brillanti della volta celeste.

Tra gli oggetti al di fuori della Via Lattea, va citata la bellissima NGC 6946, una grande galassia spirale barrata, posta sul confine con Cefeo.

Delphinus ( Delfino )
Delphinus.png
Il Delfino (in latino Delphinus) è una piccola costellazione settentrionale, molto vicina dall'equatore celeste. Era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi una delle 88 costellazioni moderne. È in effetti molto simile ad un delfino impegnato in un salto, ed è quindi facilmente riconoscibile.
Stelle principali

Le due stelle più luminose del Delfino sono, in ordine, Beta (magnitudine 3,6) e Alpha (magnitudine 3,8). Alpha è chiamata Sualocin (α Del), Beta ha invece il nome Rotanev (β Del).

Questi nomi hanno un etimologia curiosa: vennero conferiti da padre Giuseppe Piazzi, l'astronomo che diresse l'osservatorio di Palermo e a cui si deve la scoperta del primo degli asteroidi, Cerere, poi elevato al rango di pianeta nano. Egli volle. con quei nomi, ricordare il suo collaboratore Niccolò Cacciatore, del quale tradusse il nome in latino, Nicolaus Venator, che divenne (letto in senso contrario) il nome dei due astri.

Beta è una stella doppia difficilissima da separare nelle due componenti, dal momento che l'angolo tra le due stelle (magnitudine 4,8 e 4,9) è sempre inferiore 1, variano tra 02 e 07; il periodo orbitale è di circa 26 anni e mezzo.

Anche Gamma è una stella doppia, le cui componenti hanno magnitudine 4,5 e 5,5 e sono separate di quasi 10°, rimanendo quindi alla portata di piccoli telescopi.

Una stella variabile è invece R, che appartiene alla stessa classe di oggetti che fa capo a Mira, e varia la sua luminosità da magnitudine 7,6 a 13,8 in 285 giorni. Al momento della massima luminosità è visibile con un binocolo, mentrre al minimo richiede strumenti più potenti, di apertura superiore a 15 cm.
Oggetti del profondo cielo
La costellazione del Delfino non contiene oggetti molti appariscenti. Si ricorda, tra questi, l'ammasso globulare NGC 7006, una fioca palla di luce di dodicesima magnitudine. Per osservarlo basta usare un telescopio con apertura pari o superiore ai 15 cm. La sua luce ci arriva dopo un viaggio di 185.000 anni luce: è infatti uno degli ammassi globulari più distanti da noi. Ad esso, si aggiungono NGC 6891, una nebulosa planetaria di magnitudine 10,5, ed NGC 6934, un altro ammasso globulare di magnitudine 9,8 .

Dorado ( Pesce d'oro )
Dorado.png

Il Dorado (o Pescespada) è una costellazione meridionale. Apparve per la prima volta nell' Uranometria di Johann Bayer (1603), ma risale probabilmente ad un tempo precedente. Quasi del tutto invisibile a latitudini mediterranee, contiene la maggior parte della Grande Nube di Magellano (il resto si trova nella costellazione della Mensa).
Oggetti stellari
La stella più luminosa è la alfa doradus, di magnitudine 3,3.
Oggetti del cielo profondo
La Grande Nube di Magellano è l'oggetto più notevole non solo della costellazione, ma di tutta questa parte di cielo australe. Si presenta come una porzione separata della Via Lattea, in realtà è la più grande e la più vicina delle galassie satelliti della nostra. Nella sua parte nord-orientale si trova la gigantesca Nebulosa Tarantola, un oggetto di dimensioni formidabili, al punto che, nonostante la destanza, è visibile pure ad occhio nudo nelle notti più buie e limpide. L'esplorazione della Nube con piccoli strumenti permette di rivelare una grande quantità di oggetti celesti, soprattutto ammassi aperti.

Pochi sono gli oggetti del cielo remoto, come le galassie; l'unica relativamente appariscente si individua due gradi ad ovest di Alfa Dor e porta la sigla NGC 1566.

Draco ( Drago )
Draco.png
Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale. È una delle 88 moderne costellazioni, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Il poeta latino Virgilio chiama questa costellazione Anguis nella sua opera delle Georgiche (I, 244-246): "Quassù [sul polo nord astronomico] scivola il Serpente con le sue pieghe sinuose e come un fiume passa intorno ed in mezzo alle due Orse...".
Stelle principali

La stella Thuban (α Draconis, anche se non è la più luminosa) era la stella polare nord intorno al 2700 a.C.

La stella Arrakis (μ Draconis) è un sistema binario i cui componenti sono due stelle pressoché identiche che orbitano a distanza ravvicinata.
Oggetti del profondo cielo
Uno degli oggetti del profondo cielo di Draco è la Nebulosa Occhio di Gatto (NGC 6543). Un altro è la galassia lenticolare NGC 5866, a volte catalogata come M102.

Equuleus ( Cavalluccio )
Equuleus.png

Il Cavallino (in latino Equuleus) è la seconda costellazione più piccola del cielo tra le 88 definite in epoca moderna, più grande solo della Croce del Sud.

Nonostante la sua piccolezza e la mancanza di stelle luminose (nessuna supera la quarta magnitudine), è conosciuta fin dall'antichità ed era compresa tra le 48 costellazioni di Tolomeo.

Eridanus ( Eridano )
Eridanus.png
Eridano (in latino Eridanus) è il nome classico del fiume Po; e in effetti questa costellazione, rappresenta, almeno nella cultura greco-latina, il fiume Po. Fa parte delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi una delle 88 costellazioni moderne.

Si tratta di una vasta costellazione, che si estende specialmente in declinazione, partendo dall'equatore celeste e spingendosi a sud fino oltre l'orizzonte meridionale di gran parte delle regioni dell'emisfero boreale. L'area ricoperta da questa costellazione si può individuare facilmente, essendo tutta quella parte di cielo posta a sud-ovest di Orione. Meno semplice è individuare, specialmente dall'emisfero boreale, le sue stelle più brillanti: Achernar, la stella principale, è invisibile a nord dei 30°N e la seconda stella più luminosa della costellazione si trova poco a nord-ovest di Rigel (β Orionis). Molto più semplice l'osservazione dall'emisfero australe, grazie anche al fatto che Achernar è circumpolare in gran parte di quell'emisfero.

Il periodo migliore per la sua osservazione ricade tra i mesi di novembre e marzo (e dall'emisfero sud anche più a lungo).

Caratteristiche

La sorgente del fiume è indicata dalla stella Cursa, ai piedi di Orione; si snoda poi verso sud, compiendo diverse anse via via sempre più strette man mano che si scende verso meridione seguendo varie concatenazioni di stelle deboli. Compie l'ultima ansa in corrispondenza della stella Acamar (dove anticamente veniva indicata la fine della costellazione) e termina infine con la brillante e isolata Achernar. Questa stella anticamente non era nota, poiché a causa della precessione degli equinozi si trovava molto più a sud (4000 anni fa era addirittura la "Stella Polare" australe). Acamar, che in antichità si trovava molto bassa sull'orizzonte all'epoca di Tolomeo, era considerata in pratica l'ultima stella nota in quella direzione, sotto la quale non erano noti altri astri. Eridano contiene un centinaio di stelle visibili a occhio nudo, ma a parte Achernar, sono tutte sotto la terza magnitudine. Anche presso gli egizi ritroviamo questa costellazione, che però rappresenta, com'è logico, non il Po ma il Nilo.

Fornax ( Fornace )
Fornax.png
La Fornace (in latino Fornax) è una costellazione meridionale introdotta da Nicolas Louis de Lacaille con il nome di Fornax Chemica (Fornace Chimica). È oggi una delle 88 costellazioni moderne, e il suo nome è stato abbreviato.

Gemini ( Gemelli )
Gemini.png
I Gemelli (in latino Gemini, simbolo ♊) sono una delle costellazioni del cielo settentrionale, attraversata dall'eclittica. Fanno parte, nell'emisfero boreale, del cielo invernale, trovandosi tra il Toro ad ovest e il poco luminoso Cancro ad est, con a nord l'Auriga e la quasi invisibile Lince, e a sud l'Unicorno e il Cane Minore.

La figura della costellazione è facile da rintracciare in cielo, grazie alla coppia di stelle brillanti, che hanno il nome dei due gemelli Diòscuri della mitologia greca: Castore (α), una graziosa stella binaria telescopica (in realtà composta da sei stelle), e Polluce (β), che è più brillante. Le altre stelle sono relativamente deboli (solamente alcune sono visibili da una città), e tracciano i confini di un rettangolo che si estende verso sud-est; l'angolo più meridionale è segnato da Alhena, la terza stella della costellazione per luminosità.

Stelle

  • Polluce (β Geminorum) è la stella più luminosa; si tratta di una stella di colore arancione di magnitudine 1,16, la diciassettesima più brillante del cielo. Attorno ad essa è stato scoperto un pianeta; la distanza di Polluce è stimata sui 34 anni luce, ed è dunque anche una delle stelle luminose più vicine.
  • Castore (α Geminorum) è una stella di colore bianco, famosa per essere in realtà un sistema multiplo costituito da ben sei componenti; ha magnitudine integrata apparente pari a 1,58; la distanza è stimata sui 52 anni luce da noi.
  • Alhena (γ Geminorum) è una stella bianca di magnitudine 1,93, ben visibile a nord dell'asterismo del Triangolo invernale; dista 105 anni luce.
  • μ Geminorum (Tejat Posterior) è una stella rossa di magnitudine 2,88, spesso usata come riferimento per trovare il cielo l'ammasso M35. Dista da noi 232 anni luce.
  • ε Geminorum (Mebsuta) è una stella bianca di magnitudine 3,06; si tratta di una delle stelle più luminose in termini assoluti, con una magnitudine assoluta pari a -4,15. Dista da noi 903 anni luce. Nel 1930, il pianeta Plutone fu scoperto in questa costellazione, vicino alla stella Wasat (δ Geminorum).

Oggetti del profondo cielo

La costellazione giace nella parte occidentale sulla Via Lattea, in opposizione al centro galattico, ma in un'aera comunque ricca di oggetti celesti non stellari.

L'oggetto del profondo cielo più brillante nei Gemelli è M35, un ammasso aperto di quinta magnitudine, posto a 2.800 anni luce dalla Terra. Si trova a nordovest di η Geminorum, vicino al bordo ovest della costellazione, ed è visibile anche ad occhio nudo se la notte è particolarmente nitida. Un binocolo lo risolve in stelle. A breve distanza si trova anche IC 2158, la cui individuazione è facilitata dalla presenza del precedente.

Tra le nebulose planetarie, la più notevole è la Nebulosa Eschimese, posta verso il centro-sud della costellazione, il cui nome deriva dal fatto che somiglia alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di una giacca a vento.
IC 443 è invece un resto di supernova visibile con un telescopio professionale.

Grus ( Gru )
Grus.png
La Gru (in latino Grus) è una costellazione meridionale. Apparve per la prima volta nell'Uranometria di Johann Bayer (1603), ma risale probabilmente ad un tempo anteriore. Dall'Italia è visibile, per gran parte, solo dalle regioni meridionali.
La disposizione delle sue stelle ricorda bene la figura di una gru o di un fenicottero pronto per spiccare il volo; la sua stella più luminosa è la α Gruis, nota col nome di Al Na'ir, ossia La brillante: in effetti è di magnitudine 1,73 ed è facile da individuare, come del resto l'intera costellazione, in un'area priva di altre stelle brillanti.
Alcune stelle visibili ad occhio nudo sono disposte in coppia, spesso con colori contrastanti fra loro.
Oggetti del profondo cielo

Gli oggetti di un certo interesse sono scarsi in questa costellazione; si può segnalare la galassia NGC 7552, posta ad est e accompagnata da altre galassie minori.

Hercules ( Ercole )
Hercules.png
Ercole
(in latino Hercules) è la quinta costellazione più grande del cielo, tra le 88 moderne. Era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Si tratta di una grande costellazione dell'emisfero boreale, ben visibile nelle notti primaverili ed estive di questo emisfero; nonostante le sue vastissime dimensioni, non sono presenti astri particolarmente luminosi. La sua caratteristica più notevole è un quadrilatero di stelle noto come Chiave di volta. Nella costellazione non sono presenti stelle di prima magnitudine; la più luminosa è la β Herculis, nota come Kornephoros, di magnitudine 2,78.

Il nostro Sistema Solare, come tutte le altre stelle, possiede un suo moto proprio; la direzione in cui il Sole e i suoi pianeti si muove (apice solare) è nella costellazione di Ercole, esattamente tra le stelle ν Herculis e ξ Herculis.
Stelle principali

  • β Herculis (Kornephoros) è una stella giallo-arancione di magnitudine 2,78; si trova nella parte meridionale della costellazione e dista da noi 148 anni luce.
  • ζ Herculis (Ruticulus) è una stella gialla di magnitudine 2,81; è la componente più luminosa della Chiava di volta. Dista 35 anni luce, ed è quindi una delle stelle visibili ad occhio nudo più vicine a noi.
  • δ Herculis (Sarin) è una stella bianca di magnitudine 3,12; dista 78 anni luce.
  • π Herculis (Fudail) è una stella arancione di magnitudine 3,16, parte della Chiave di volta. Dista 367 anni luce.
  • α Herculis (Ras Algethi) (La testa dell'inginocchiato), una supergigante rossa variabile di magnitudine media 3,51, accompagnata da una stella di quinta, anch'essa doppia.

Oggetti del profondo cielo

Ercole giace in gran parte lontano dalla Via Lattea, occupando una vasta area di cielo; tuttavia, sebbene sia in teoria una posizione favorevole per l'osservazione di galassie esterne, questo tratto di cielo appare completamente privo di galassie luminose, e quelle osservabili in questa costellazione sono tutte estremamente lontane e deboli.

Ercole contiene tuttavia due tra i più luminosi ammassi globulari; M13 (l'Ammasso Globulare di Ercole) è il più luminoso dell'emisfero boreale (il terzo della volta celeste) ed è ben visibile con un binocolo e persino ad occhio nudo. Ha una magnitudine apparente pari a 5,8 e conta al suo interno centinaia di migliaia di stelle. M92 si trova invece nella parte più settentrionale della costellazione ed è più debole. Un altro amamsso globulare, non notato dal Messier, è NGC 6229, attualmente l'ammasso globulare più settentrionale dei nostri cieli.

Tra le nebulose planetarie, Abell 39 è quella più curiosa, con una forma perfettamente circolare e trasparente, simile ad una bolla di sapone.

Nonostante le vaste dimensioni, la costellazione non contiene nessun altro oggetto di particolare rilevanza.
Sistemi planetari

Entro i confini di Ercole sono presenti ben sette stelle in cui è stato scoperto un sistema planetario. L'ultimo di questi è stato scoperto nel 2007.

Horologium ( Orologio a pendolo )
Horologium.png

L'Orologio (in latino Horologium, abbreviato in Hor) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione minore dell'emisfero meridionale, posta ad una declinazione di circa -60°.

Venne originariamente chiamata Horologium Oscillitorium (l'Orologio Oscillante) da Nicolas Louis de Lacaille, in onore dell'inventore dell'orologio a pendolo, Christian Huygens, ma il nome venne in seguito modificato.

Hydra ( Idra : Serpente Marino )
Hydra-copia-1.png

L'Idra (in latino Hydra, abbreviazione Hya) è la più estesa delle 88 moderne costellazioni, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. Con un'estensione di ben 1303 gradi quadrati, copre il 3,16% della volta celeste. Non va confusa con l'Idra Maschio (Hydrus), che ha un nome molto simile.

La costellazione si snoda parallelamente alla scia della Via Lattea, ma sempre ad una certa distanza da essa; nonostante la sua grandezza, contiene solo una stella ragionevolmente luminosa (Alphard, α Hya); gran parte della costellazione infatti giace in aree buie, prive di stelle di una certa entità. Il periodo adatto all'osservazione ricade fra i mesi di marzo e giugno, ossia quando è visibile per intero; essendo inoltre una costellazione contenuta quasi interamente nell'emisfero australe, alle latitudine settentrionali si presenta sembre piuttosto bassa sull'orizzonte.
Stelle principali

gigante arancione di magnitudine 1,99, a 177 anni luce di distanza. Il nome Alphard deriva dall'arabo e significa la solitaria. Il nome le si addice in quanto è l'unica stella dell'intera costellazione più luminosa della terza grandezza, nonché l'unica stella effettivamente brillante in quell'area di cielo.
  • γ Hydrae (Dhanab al Shuja) è una stella gialla di magnitudine 2,99, visibile a sud della Vergine; dista da noi 132 anni luce.
  • ζ Hydrae (Hydrobius) è una stella gialla di magnitudine 3,11, distante 151 anni luce; fa parte del gruppo di stelle della "Testa", a sud del Cancro.
  • ν Hydrae (Sherasiph) è una stella arancione di magnitudine 3,11, distante 138 anni luce; si individua molto vicino alla figura del Cratere.
  • ε Hydrae è una stella doppia. È necessario un telescopio di media apertura per risolverne le due vicine componenti, di magnitudine 3.4 e 6.5, con periodo orbitale di circa 900 anni. Si trovano a circa 135 anni luce dal Sole.

    R Hydrae è una gigante rossa variabile di tipo Mira che oscilla tra le magnitudini 3 e 11 in 13 mesi circa.

    U Hydrae è una gigante rossa variabile la cui luminosità varia tra le magnitudini 3 e 6 con scarsa regolarità, a seconda delle pulsazioni radiali della stella. Si trova a 530 anni luce da noi.

    2M1207 è una nana bruna intorno alla quale è stato osservato per la prima volta un pianeta extrasolare dalla terra, 2M1207b.
    Oggetti del profondo cielo
    La costellazione si trova in un'area priva di oggetti di una certa importanza; gli oggetti brillanti sono pochi e molto distanti fra di loro.

    Tra gli ammassi aperti si nota M48, appena visibile ad occhio nudo in condizioni di cielo terso e cristallino, ma più facile da indentificare con un binocolo o in un telescopio a largo campo. Appare più esteso della Luna piena, e si trova a 200 anni luce dal Sole.

    Tra gli ammassi globulari, l'unico presente è M68, pochi gradi a sud delle stelle del Corvo; è un ammasso poco concentrato, distante 33.000 anni luce.

    NGC 3242 (detta Il fantasma di Giove) è una nebulosa planetaria, visibile in un piccolo telescopio sotto forma di un disco bluastro simile a un pianeta, da cui il nome.

    Tra le galassie, spicca M83, una galassia a spirale che ci appare di fronte, cosicché i bracci sono ben visibili al telescopio o in fotografia. Se osservata in un piccolo telescopio appare come una macchiolina tondeggiante.

    Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: