Nebulose 2

Nebulosa Testa di Cavallo


La Nebulosa Testa di Cavallo o IC 434 è una nebulosa ad emissione nella costellazione di Orione.

Si può osservare subito a sud della brillante stella Alnitak, della Cintura di Orione, e si mostra nelle foto a lunga posa con telescopi di medie dimensioni come una lunga striscia a forma di lama che si dirige in direzione sud assottigliandosi verso la punta. La parte orientale è oscurata in un punto da una nebulosa oscura che si sovrappone alla scia luminosa di IC 434, e assume una forma così caratteristica che le è valso il nome di Nebulosa Testa di Cavallo. Fa parte del complesso nebuloso molecolare di Orione, un vasto sistema di nebulosità ed associazioni stellari a cui appartengono anche la Nebulosa di Orione e l'Anello di Barnard.

Nebulosa Gabbiano

La nebulosa Gabbiano o  IC 2177 (nota talvolta anche come Nebulosa Gabbiano) è una nebulosa diffusa visibile al confine fra le costellazioni dell'Unicorno e del Cane Maggiore.

La nebulosa si individua circa 9 gradi a nord-est della stella Sirio e si estende per due gradi in senso NNE-SSW, in un'area molto ricca di stelle calde e blu, di recente generazione, facenti parte dell'associazione stellare CMa OB1. Si può individuare anche con un buon binocolo, in cui appare, specie con la visione distolta, come un leggero alone allungato. La sua forma ben evidente in grandi telescopi suggerisce la forma di un gabbiano in volo, da cui il suo nome proprio.

Da un punto di vista astronomico l'oggetto è una nebulosa ad emissione, una vasta regione HII in cui può anche avvenire la formazione stellare; nei suoi dintorni si possono osservare un gran numero di altre piccole nebulose, alcune delle quali a riflessione, riconoscibili spesso per loro colore tendente al bluastro. Nell'area sono anche presenti alcuni ammassi aperti, come NGC 2343.

Ad est di questo complesso nebuloso se ne osserva un altro, meno esteso, noto come LBN 1036; entrambe sono parte dello stesso complesso nebuloso molecolare, a cui è stata assegnata la sigla CMa R1. L'estensione del complesso è di circa 100 anni luce.


Nebulosa Bozzolo

La Nebulosa Bozzolo o IC 5146 è un ammasso aperto legato ad una nebulosa diffusa visibile nella costellazione del Cigno.

Si individua 3,5 gradi ad est di M39, nella parte settentrionale della costellazione; è invisibile con un binocolo, occorre un telescopio di 150mm per apprezzare l'oggetto minimamente. È un piccolo ammasso circondato da una nebulosa molto raccolta (a forma di Bozzolo), connessa a sua volta ad un sistema di nebulosità oscure, conosciute con la sigla B 168, che si estende per circa 2 gradi in direzione di M39, evidentissima anche con piccoli strumenti in quanto oscura un ricco campo stellare. La stella principale dell'ammasso ha magnitudine 9,74 (probabilmente però appare sono in "sovraimpressione", perché la sua distanza sarebbe inferiore a quella dell'ammasso). Quest'insieme di nebulose avrebbero una distanza dal Sole pari a circa 3300 anni-luce.


Nebulosa Elmetto di Thor

La Nebulosa Elmetto di Thor o NGC 2359 è una piccola nebulosa diffusa situata nella costellazione del Cane Maggiore.

Reperire la sua esatta posizione in cielo non è affatto semplice; l'unico modo meno difficile è seguire l'allineamento tra le stelle ι e γ Canis Majoris e poi, proseguendo di circa due volte la loro distanza, deviare la direzione di circa 10° verso est. Al di fuori della portata di qualunque binocolo, è invece visibile attraverso telescopi newtoniani di aperture non inferiori ai 200mm, nei quali si presenta come una macchietta a forma di lettera Q. In fotografia appare invece un oggetto meraviglioso. Al centro della nebulosa si trova una caldissima stella di Wolf-Rayet, che la illumina, eccitandone l'idrogeno e ionizzandolo.

Nebulosa di Gum

La nebulosa di Gum nota anche come Gum 12 è una immensa e tenue nebulosa diffusa, invisibile con strumenti ottici, che si estende nel cuore della antica costellazione della Nave Argo (in particolare nelle Vele).

La sua parte più interna fu individuata per la prima volta nel 1939 da Otto Struve, il quale certo non immaginava la reale entità dell'oggetto; all'inizio degli anni 1950 un giovane astronomo australiano, Colin Stanley Gum, riprese questa regione della Via Lattea australe nell'infrarosso, scoprendone così la reale estensione: si trattava di una nebulosa di proporzioni inimmaginabili, che copriva tutta la parte occidentale della costellazione delle Vele, lambiva a sud quella della Carena e proseguiva nella Poppa, coprendone l'intera parte sud-orientale e terminando nei pressi della stella π Puppis. Il resoconto della sua scoperta venne pubblicato nel 1955, in un lavoro dal titolo A study of diffuse southern H-alpha nebulae (Uno studio delle nebulose diffuse H-alfa dell'emisfero australe).

Tuttavia, prima di poter proseguire i suoi studi, Colin Gum morì nel 1960 sulle Alpi in seguito ad un incidente di sci.

Altri astronomi continuarono così a studiare l'oggetto e le sorprese non mancarono. La nebulosa di Gum risultò essere una delle più estese di tutta la Via Lattea, con un diametro di 2400 anni-luce e una massa pari a quasi 200 volte quella del Sole.

La parte più intensa della nebulosa è la sua sezione più meridionale, in corrispondenza del confine tra le costellazioni delle Vele e della Carena; una sezione staccata si estende invece verso nord, nella Poppa, fin quasi a sovrapporsi alla stella π Puppis. Il centro di espansione invece ricade nella costellazione delle Vele.

La stella che originò questo incredibile oggetto celeste è una supernova che esplose circa uno o due milioni di anni fa; la nebulosa di Gum quindi altro non è che un resto di supernova. La nebulosa che oggi possiamo osservare conserva in sé ancora l'energia ricevuta durante quell'evento, rendendola ancora debolmente visibile; quando quest'energia si esaurirà, scomparirà alla vista confondendosi e disperdendosi infine nel mezzo interstellare.

Nebulosa delle Vele


La Nebulosa delle Vele o Gum 16 è un resto di supernova visibile nella costellazione delle Vele.

Si presenta come una nebulosa diffusa dall'aspetto tenue e filamentoso; il suo asse principale corre da nord a sud e sembra quasi contenere la stella e Velorum. Si tratta della parte centrale di un vastissimo complesso di nebulose, noto come Nebulosa di Gum, che si estende ben oltre i confini delle Vele, ricoprendo anche parte della Poppa e della Carena.

Nel suoi pressi si trova la nebulosa NGC 2736, forse in interazione con essa, sebbene quest'ipotesi sia dubbia. L'oggetto che ha originato questa nebulosa era posto a circa 800 anni luce dalla Terra, e i suoi resti sono ora costituiti dalla Pulsar delle Vele; una volta l'attuale pulsar era il nucleo di una stella supermassiccia che circa 11.000-12.000 anni fa esplose come supernova, espellendo i suoi strati più esterni, che andarono a formare la nebulosa. Al momento dell'esplosione si stima che la supernova abbia raggiunto la magnitudine apparente di -9, ossia sarebbe stata in grado di proiettare a terra le ombre degli oggetti.

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